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14/05/2019 ore 09.30 - 13.15
A 25 ANNI DALLA LEGGE GALLI: LA NUOVA PROPOSTA DI RIFORMA

La legge 36/94 (c.d. Legge Galli, ripresa poi nel Decreto legislativo 152 del 2006) ha avviato una profonda riforma del servizio idrico basata sulogiche di gestione industriale. Malgrado le stringenti scadenze previste da tale norma, si resero necessaria diversi anni affinchè la gran parte del Paese usufruisse di un servizio strutturalmente più attento al cittadino ed all’ambiente. Ciò ha consentito pur lentamente, di avviare l’adeguamento delle infrastrutture idriche alle direttive comunitarie allora operanti,processo però che tuttavia ad oggi non si può certo dire concluso specie in quelle aree ancora legate a gestioni pubbliche-comunali come è mostratodallemoltepliciprocedure di infrazioni avviate dall’UE.
Ad un quarto di secolo di distanza occorre porsi la domanda se quanto è stato fatto per l’ammodernamento del servizio idrico sia sufficiente per cui basta affidarsi al naturale compimento dei processi in atto, oppure se vanno tenuti in conto nuovi fattori, nuove domande, nuovi contesti con i quali il servizio idrico si deve confrontare da oggi al medio-lungo periodo. Si possono citare gli effetti indotti sul ciclo idrico naturale dal mutare delclima, una politica europea sempre più attenta a reclamare i diritti dell’ambiente e del cittadino-consumatore, tutto ciò a fronte di rischi per la salute legati alla diffusione di nuove sostanze nell’ambiente e nella vita quotidiana. Anche il mondo politico si sta ponendo domande di questo tipo, come mostrano del resto le diverse proposte a cui stanno lavorando i legislatori. Si tratta di valutare attraverso una analisi dei fatti ed una proiezione dei futuri scenari, quale è la via più efficace per affrontare quel che verrà, consapevoli che non stiamo operando sotto una cappa di laboratorio ma in una realtà complessa, viva e mutevole che ogni giorno pretende il pieno assolvimento di un vitale servizio pubblico,quale che sia il contesto politico-istituzionale in atto. Questo è l’oggetto di questa prima parte dell’analisi; temi che da ciò ne derivano,come l’analisi delle moderne forme di governance partecipativa e nuovi possibili approcci gestionali sul territorio, saranno oggetto nella seconda parte del Festival dell’Acqua.


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