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06/05/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Discariche abusive, in tre anni 41 siti su 81 fuori dall’infrazione Ue
Venerdì la presentazione della relazione semestrale del commissario straordinario. Morassut (Minambiente): “Lavoriamo a una norma per superare le lentezze burocratiche e snellire le procedure”. Gestori ambientali, convegno Angam “dopo l’estate”
“L’iniziativa congiunta tra il ministero dell’Ambiente e la Struttura di missione del generale Vadalà continua a dare risultati straordinari, a testimonianza che la bonifica del territorio è una strategia necessaria e possibile. In tre anni più della metà delle discariche sono fuori dalla procedura di infrazione europea, con benefici per l’ambiente, la salute dei cittadini e con un importante risparmio economico per il Paese”.
Con queste parole il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, commenta i dati della relazione semestrale sull’attività del commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, che sarà presentata integralmente venerdì con un evento on-line.
“Sul tema delle bonifiche occorre spingere il piede sull'acceleratore”, prosegue Morassut. “Al ministero abbiamo istituito una direzione ad hoc e stiamo lavorando nella predisposizione di una norma, da inviare in Parlamento, per superare lentezze burocratiche e snellire le procedure. Il risanamento ambientale, come spesso sottolinea il ministro Sergio Costa richiamando l’attenzione del legislatore, è una delle priorità nella fase della ripartenza dopo la tempesta della pandemia”.
In quasi 3 anni di lavoro della struttura commissariale, secondo i dati della relazione che sono stati anticipati con un comunicato, su 81 discariche assegnate al commissario di Governo sono 41 quelle portate fuori dalla procedura di infrazione, permettendo di risparmiare 16,4 milioni di euro ogni anno. La sanzione europea iniziata nel 2014, infatti, è scesa da 42 mln € ogni sei mesi a 8,6 mln € “Regioni, Comuni e Agenzie regionali per l’ambiente hanno risposto senza esitazione all’invito a recuperare porzioni di territorio”, commenta il commissario Giuseppe Vadalà. “Così gli organismi scientifici di primo piano a livello nazionale (ad esempio RemTech, Snpa-Ispra, Cnr, Cng e UniSannio), i professionisti e le associazioni di cittadini sono stati attori partecipativi in questo nostro lavorare d’insieme”, anche perché “gli obiettivi di risanamento e bonifica possono essere raggiunti solo con una sinergia d’intenti”.
Per il prossimo futuro, conclude il commissario del Governo, “rimane necessario vigilare sui livelli di legalità delle gare e sulla regolarità degli iter amministrativi nonché sull’analisi info-investigativa particolareggiata dei processi e dei procedimenti che hanno portato alla stasi della macchina pubblica locale. In questo caso risultano fondamentali l’apporto continuo dell’Arma dei Carabinieri, nello specifico del Comando Forestale Ambientale e Agroalimentare, e gli specifici protocolli attivati con il ministero dell’Interno e con la Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo”.
I 41 siti bonificati si dividono tra Abruzzo (12 siti), Campania (7), Calabria (8), Sicilia (6), Lazio (4), Veneto (2), Puglia (1) e Toscana (1). Le missioni svolte sono 1.150, suddivise tra riunioni in sede (246) e fuori sede (399), sopralluoghi operativi-investigativi (155), incontri istituzionali (192) e incontri relativi a convegni, conferenze ed eventi stampa (158).
Tra questi eventi c’è anche la partecipazione del commissario Vadalà al convegno annuale dell’Angam, Associazione nazionale dei gestori ambientali, che quest’anno è stato posticipato da aprile a “dopo l’estate”, a causa dell’emergenza Covid-19, come spiega il presidente Antonio Borbone.
“La questione delle bonifiche è centrale nel ciclo dei rifiuti e grazie all’ottimo operato del commissario straordinario oggi possiamo parlare di un ‘metodo Vadalà' fondato sulla prevenzione e sul miglioramento della condotta operativa di ogni soggetto coinvolto nel procedimento”, secondo Borbone. “Nel territorio nazionale sono disseminate migliaia di discariche che necessitano di essere decontaminate (circa 5.000)” ma, proprio nell’ottica della prevenzione, per il presidente di Angam è importante agire anche per una “formazione ambientale obbligatoria nelle aziende al pari di quella sulla sicurezza; una proposta della nostra associazione condivisa con il commissario Vadalà”.