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09/03/2018 13.03 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Sul tavolo di Iren venti dossier per possibili fusioni

Iren archivia un 2017 in crescita, in particolare per quanto riguarda ricavi (+12,6% a 3,69 miliardi) e utile netto (+32,2% a 237,7 milioni), guarda all'M&A di dimensioni medio-piccole nella filiera di ambiente e teleriscaldamento nell'area metropolitana di Torino e Liguria, e aumenta la cedola per i soci. I conti annuali vedono anche un Mol stabile (+0,7%) a 820,2 milioni (che tuttavia ha spesato per circa 34 milioni tutti gli oneri per gli esodi incentivati a fronte di una plusvalenza straordinaria di 14 milioni ) e un Ebit pari a 420,3 milioni (-1,5%). I debiti finanziari netti ammontano a 2,37 miliardi, in contrazione di circa 85 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 2016 con un rapporto sul mol pari a 2,9 volte. In virtù di questi numeri, in linea con il piano industriale (il titolo ha chiuso in rialzo dell'1,5% a Piazza Affari) la proposta di dividendo all'assemblea è pari a 0,07 euro, in crescita del 12% rispetto all'esercizio precedente. «Le ottime performance registrate nel 2017 consolidano i risultati degli anni precedenti e dimostrano la capacità del gruppo di sapersi adattare ai profondi cambiamenti del mondo delle utility e dell'energia», ha commentato l'ad Massimiliano Bianco, evidenziando in particolare il fatto che il rapporto debito/mol è stato portato in anticipo a 2,9 volte grazie soprattutto alla crescita dei margini (+7,7% nel 2017 al netto delle componenti straordinarie che hanno caratterizzato gli ultimi due anni). In parallelo procede una progressiva semplificazione del gruppo, che corre su un doppio binario rappresentato da un'attività di efficientamento interno da una parte e di una razionalizzazione societaria dall'altra. Il risultato? Oggi più del 90% del Mol è realizzato tra sei società del gruppo Iren e il processo andrà avanti nel 2018. Sul fronte della aggregazioni Bianco ha sottolineato che Acam La Spezia potrebbe essere chiusa con qualche settimana di anticipo rispetto a quanto previsto (cioè maggio) e che verrà consolidata a partire dal closing. All'esame, inoltre, ci sarebbero circa 20 dossier che riguardano società medio-piccole e alcuni di essi - ha precisato l'ad - potrebbero essere chiusi già quest'anno. Dal canto suo, il presidente di Iren Paolo Peveraro ha sottolineato che il gruppo controllato dai Comuni di Torino, Genova e della provincia di Reggio Emilia ha chiuso un anno record a fronte di una notevole crescita negli investimenti (+32% a 357,3 milioni di euro)