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14/05/2019 13.50 - quotidiano energia
Idrico, “al 2040 con regolazione Arera benefici per 50 mld €”

Quest’anno la regolazione del servizio idrico di Arera compie sette anni. Periodo in cui c'è stato c’è stato “un forte impulso al cambiamento” con “ricadute positive” su gestori, stakeholder e sulla collettività.
E’ quanto messo in evidenza dallo studio dell’Observatory for a sustainable water industry (Oswi) di Agici Finanza d’Impresa che verrà presentato domani (15 maggio) a Bressanone in un seminario organizzato con Utilitatis in occasione del Festival dell’Acqua.

Il documento – spiega una nota - analizza le principali trasformazioni avvenute nel Sii tramite le ricadute dirette e indirette di natura economica, sociale e ambientale.

Dai dati raccolti emerge che gli investimenti realizzati sono cresciuti dell’80% passando da circa 1 mld € nel 2008 a 1,8 mld € nel 2018. Invece, diminuisce la spesa pubblica per il Sii. Infatti, i conti pubblici territoriali nel periodo 2009-2016 registrano una spesa che va da 1,29 mld € a 0,67 mld €. Aumentano, poi, del 70% i finanziamenti Bei tra i periodi 2007-2012 e 2013-2018.

Lo studio illustra anche come il valore aggiunto generato dalle aziende del settore, nel periodo 2008-2017, sia cresciuto di circa il 60% dal 2008 al 2017, passando da 3,6 mld € a 5,9 mld €.

Inoltre, la regolazione del settore idrico non ha intaccato la sostenibilità sociale delle tariffe. Le bollette, infatti, pur aumentando di circa il 5,2% annuo nel periodo 2008-2012, e del 5,9% nel periodo 2013-2018 rimangono al di sotto della soglia del 3% del reddito netto medio delle famiglie italiane.

Lo studio elenca anche i miglioramenti attesi nei prossimi anni. In particolare, il raggiungimento degli obiettivi di qualità tecnica fissati da Arera comporta, al 2040, un beneficio netto in termini economici, ambientali e sociali pari a oltre 50 mld €.

“I benefici maggiori” – si legge nel documento - sono quelli legati alla riduzione delle perdite, pari a circa 59 mld €. La minore quantità di acqua dispersa, infatti, determina, da un lato, un risparmio del costo sostenuto per generare la risorsa e, dall’altro, un minore impatto ambientale.
Infine, è “rilevante” anche l’impatto dovuto al miglioramento del servizio di depurazione pari a 18,3 mld €.

Alla luce di tutti questi numeri, il rapporto spiega che l’Autorità, in questi sette anni, ha contribuito “al miglioramento del Sii” facendo in modo “che gli operatori raggiungessero e mantenessero un buon equilibrio economico-finanziario”. Un equilibrio che ha permesso “non solo di innalzare il livello qualitativo del servizio ma anche di creare ricchezza per i dipendenti, i fornitori, gli azionisti, lo Stato e, in ultima analisi, la collettività”.