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28/01/2019 00.00 - Utilitalia
ACQUA: UTILITALIA, “IL FONDO DI GARANZIA BUON SUPPORTO PER I GESTORI”

E’ un’ottima notizia che il Ministro delle infrastrutture Toninelli abbia sbloccato il fondo di garanzia statale sugli investimenti per il potenziamento delle infrastrutture idriche. Era un provvedimento molto atteso dai gestori e più volte sollecitato dalla nostra federazione. Gli investimenti per gli acquedotti, le fognature e la depurazione richiedono, oltre alla capacità industriale di progettazione e gestione, anche la possibilità di accedere al credito per finanziarli. Un fondo garantito dallo Stato può senz’altro aiutare nella negoziazione delle aziende con gli istituti di credito.

 

È il commento di Utilitalia, alla notizia dell’approvazione del decreto istitutivo del Fondo di Garanzia per le infrastrutture idriche - previsto dal Collegato Ambientale del 2015 - sul cui testo si è pronunciata positivamente anche la Conferenza Unificata in questi giorni.

 

E’ positivo che lo sblocco sia avvenuto grazie alla collaborazione tra più ministeri, alla partecipazione di tutti i livelli di governo del territorio e alla funzione di regolazione indipendente esercitata da Arera, cui spetta ora l’importante compito di definizione delle regole di accesso al fondo. È la prova che, anche tra mille difficoltà e una ricorrente incertezza normativa, il settore industriale dell’acqua ha trovato negli ultimi anni un punto di equilibrio.

 

È auspicabile che il nascente fondo cresca e si sviluppi coerentemente con il rafforzamento del sistema industriale, visto che molto rimane da fare, in termini di finanziamento, soprattutto al sud.

 

È prevalentemente nel Mezzogiorno, infatti, che la gestione diretta da parte dei comuni e gestioni non conformi alla norma e non industriali, hanno condotto negli anni a pesanti sanzioni comunitarie per i ritardi nella depurazione. 

 

Il fatto che la maggioranza delle infrazioni comunitarie derivi da gestioni dirette degli enti locali fa prevedere che per questi l’accesso ai finanziamenti e il dialogo con le banche resti difficile anche in presenza del Fondo di Garanzia, visto che l’Arera insieme ai Ministeri coinvolti nel processo, dovranno valutare il rischio delle singole proposte da ammettere al beneficio del credito.