News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
08/11/2018 14.50 - quotidiano energia
Audizioni acqua pubblica, dalla prossima settimana consumatori e piccole gestioni

Tra martedì e mercoledì della prossima settima dovrebbero svolgersi le nuove audizioni sulle proposte di legge Daga M5S (A.C. 52) e Braga PD (A.C. 773) in commissione Ambiente della Camera. Dopo aver ascoltato i pareri critici di Utilitalia e dei maggiori operatori nazionali, si prevede un confronto con le associazioni dei consumatori e con alcune piccole gestioni locali. A seguire ministeri competenti e Arera.
Ieri, intanto, sono intervenuti in VIII commissione anche Hera e Acqualatina, che hanno espresso critiche analoghe a quelle emerse nelle altre audizioni (le memorie depositate sono disponibili in allegato).

“L’ipotesi di interruzione anticipata delle concessioni e di esclusione delle società quotate come Hera in occasione dei rinnovi degli affidamenti - si legge nella memoria -pone diverse questioni di legittimità e opportunità estremamente rilevanti, soprattutto rispetto a tutela del risparmio (le società quotate sono partecipate in modo diffuso da risparmiatori privati, enti locali, fondazioni, società private, fondi pensione, etc, per un valore complessivo del patrimonio di circa 4 miliardi di euro per la sola Hera e di oltre 15 mld includendo le altre società quotate multi utility) e tutela del patrimonio pubblico (il capitale è controllato per circa il 50% da Comuni o società patrimoniali di totale proprietà pubblica)”.

In particolare, “se consideriamo anche solo il periodo degli ultimi 3 mesi, anche per effetto della percezione di rischiosità legate alla potenziale traduzione in legge delle proposte in esame, il valore delle aziende maggiormente impegnate nel ciclo idrico (Hera, Acea, Iren) si è ridotto mediamente del 15%, ovvero di circa 1,5 miliardi di euro, rispetto al 4-5% di tutte le altre Utility italiane (Enel, Snam, Terna, Italgas, etc). Ciò ha già avuto effetti immediati poiché alcuni Comuni, che avevano ipotizzato di cedere alcuni milioni di azioni per finanziarie investimenti pubblici nelle relative città, hanno registrato un introito significativamente inferiore con effetto diretto sulla capacità di investimento”.

Le critiche di Acqualatina si allargano anche ad aspetti che vanno oltre la governance del settore e l’inquadramento dei gestori. “Per il tramite dell’art. 14 del Pdl Daga e dell’art. 7 del Pdl Braga viene quantificato il quantitativo minimo vitale garantito in 50 litri giornalieri per persona con costi a carico della fiscalità generale. In primo luogo va osservato come la norma non chiarisca il proprio ambito di applicazione, riferendo, genericamente, di quantitativo per persona. Se fossero comprese anche le utenze commerciali ciò implicherebbe la previsione di un favor nei confronti di utenze non versanti in ipotesi volte a giustificare un trattamento di riguardo. In ogni caso il riferimento alla persona non esclude le seconde abitazioni e dunque maggiormente veritiero appare il sussidio a utenze non disagiate, favorendo, al contrario, logiche di abusivismo ed illegalità”.