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10/10/2018 15.00 - quotidiano energia
Rifiuti, Atersir all’Antitrust: “Agito secondo norme”

Nel definire il bando per la gestione integrata del servizi di igiene urbana nelle province di Parma, Piacenza e Ravenna-Cesena, l’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna ha agito secondo le norme e in base alla necessità di “individuare un soggetto industriale strutturato”.
Così l’Atersir, unitamente alla Regione Emilia Romagna, ha risposto ai rilievi dell’Antitrust formulati lo scorso giugno (ma pubblicati solo a fine settembre sul Bollettino, QE 24/9). Il Garante contestava in particolare due aspetti: la tempistica troppo lunga dell’affidamento e la dimensione eccessiva dei bacini, che secondo l’Agcm avrebbero l’effetto combinato di impedire “un’ampia partecipazione di operatori potenzialmente interessati” a vantaggio degli “storici incumbent di mercato”, quali “Hera e Iren”.
Sul primo punto, l’Agenzia segnala che il Testo Unico Ambientale (decreto legislativo 152 del 2006), “fissa in 15 anni la durata minima dell’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti”.
Per quanto riguarda la definizione del bacino gestionale, “le scelte di Atersir sono derivate da  norme, nazionali e regionali, pienamente vigenti” e le scelte “sono state oggetto di lunghi confronti con i rappresentanti dei territori, e quindi confluite in precise delibere sia dei Consigli locali (gli organi di Atersir di livello provinciale) che del Consiglio d’ambito (l’organo di governo regionale dell’Agenzia)”.
Per entrambe le tematiche, sottolinea una nota, “esistono quindi riferimenti normativi al di fuori dei quali l’Agenzia non avrebbe potuto agire, pur tenendo nella dovuta considerazione le indicazioni fornite dall’Agcm, espresse peraltro già in una indagine conoscitiva sul settore rifiuti della stessa Autorità pubblicata nel 2016”.
L’Atersir sottolinea inoltre che “sia la durata di quindici anni della concessione messa in gara, sia la dimensione dei bacini di affidamento rispondono alla necessità  di individuare un soggetto industriale strutturato, in grado di svolgere il servizio, sulla base di un progetto ed investimenti aventi necessariamente un orizzonte temporale adeguato, introducendo il miglioramento delle performance ambientali nel campo della raccolta rifiuti richiesto dalla ambiziosa pianificazione regionale che fissa obiettivi quantitativi di raccolta differenziata maggiori di quelli della legge nazionale, riduzioni della produzione del rifiuto indifferenziato e miglioramento della qualità della differenziata ai fini del recupero della materia, oltre alla diffusione su tutto il territorio della tariffazione puntuale entro i prossimi due-tre anni”.
Un pacchetto di obiettivi che “si ritiene di poter conseguire solo attraverso concessionari capaci di investire per la gestione di un servizio integrato ed ampio, che contiene al suo interno una gamma di attività (dalla raccolta differenziata ed indifferenziata dei rifiuti, al lavaggio ed allo spazzamento stradale, al trasporto ed all’avvio a recupero delle frazioni differenziate, al trasporto allo smaltimento) di cui il concessionario sarà responsabile e garante nei confronti dei Comuni e dei cittadini e dalla cui ampiezza deriva l’aspettativa che adeguato spazio nella gestione operativa del servizio possano trovare le piccole e medie imprese maggiormente qualificate e specializzate in ognuna (o alcune) delle tante filiere”.
Naturalmente, conclude l’Agenzia, “è consentito a tutte le imprese del settore, in particolare a quelle di minori dimensioni, di associarsi o consorziarsi secondo quanto prevede la legge per partecipare direttamente ai bandi”.