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05/02/2019 12.00 - Quotidiano Energia
Utilitalia: “Rilanciare gli investimenti al Sud su idrico e rifiuti”

Besseghini (Arera): “Il Regolatore può contribuire a colmare il gap con il Nord”. Spaziani: “Sull’acqua pubblica prendere decisioni ponderate”. Convegno a Bari. Intanto Daga replica: “Non chiudiamo le multiutility”. Grillo sul blog 5 Stelle contro i privati. I contributi scritti sulla Pdl M5S inviati alla Camera

 

Utilitalia accende un faro sullo stato dei servizi pubblici locali al Sud, sottolineando il “necessario rilancio degli investimenti nelle società partecipate” (QE 28/1).

È quanto emerge dal convegno “Servizi idrici e ambientali nel Mezzogiorno: proposte di sviluppo” organizzato ieri a Bari dalla Federazione, in cui sono stati presentati un rapporto della Fondazione Utilitatis e una ricerca Svimez (le slide sono disponibili in allegato).
 
Secondo Adolfo Spaziani, senior advisor di Utilitalia, con questi studi “abbiamo fatto la nostra parte. Abbiamo messo a disposizione del Governo e del legislatore i numeri settoriali e l'analisi ragionata dei dati. Insieme alle tante posizioni espresse e ai documenti depositati nelle audizioni alla commissione Ambiente della Camera” sulle Pdl Daga n. 52 e Braga n. 773 “ora non mancano gli elementi necessari per prendere decisioni ponderate” (la commissione, in particolare, ha pubblicato sulla sua pagina web tutti i contributi scritti trasmessi nell’ambito dell’esame delle due proposte di legge sull’acqua pubblica).
 
Presente all’evento anche Stefano Besseghini, presidente di Arera, per il quale “il ruolo della Regolazione è quello di dare un segnale di stabilità e coerenza che si sottrae ai cicli della politica”. Inoltre l’Autorità “può dare un contributo nel colmare il gap Nord-Sud ancora esistente nel settore dei servizi idrici e dell'ambiente. Allo stesso modo può rispondere alle necessità di cooperazione tra tariffa e investimenti pubblici, adeguandosi in modo flessibile, anche con meccanismi rispettosi delle specificità territoriali, per risolvere temi come quelli ancora presenti nel Mezzogiorno o per supportare aspetti strategici come quello dell’innovazione”.
 
Secondo i dati illustrati ieri, esistono 245 utility operanti tra Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. “Troppo poche rispetto al Nord”, sottolinea Utilitalia in una nota. Di conseguenza, la produzione di servizi di pubblica utilità al Sud, circa 201 euro per abitante, è meno di un quarto di quella nazionale (972 euro). Gli investimenti, invece, si fermano a poco più di 22 euro per abitante, contro i 124 del Centro-Nord.
 
Dunque, “se si realizzasse un miliardo di euro di investimenti aggiuntivi nel settore delle utility (il doppio di quanto fatto nel 2016) verrebbero generati un incremento di produzione permanente di 900 mln di euro, con un Pil aggiuntivo di mezzo miliardo, e 11.000 nuovi posti di lavoro. Un investimento aggiuntivo di 5 mld” in più anni, invece, “determinerebbe effetti più che proporzionali rispetto a quelli prodotti con l’investimento di un solo miliardo, riducendo significativamente il gap con il Nord”. Questo perché “nel Mezzogiorno gli investimenti presentano una capacità di creare valore superiore ad altre aree, anche in termini più che proporzionali all’investimento stesso”.
 
Positivo, in questo scenario, il caso della Puglia, come sottolinea Nicola De Sanctis, presidente della commissione Mezzogiorno di Utilitalia e a.d. di Acquedotto Pugliese: “L'anno scorso Aqp ha chiuso con 36 euro ad abitante di investimento, una cifra molto vicina alle migliori utility settentrionali”. Sulla buona strada intrapresa in Puglia si è soffermato anche il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, che ha sottolineato “il ruolo della ricerca” fondamentale come leva di sviluppo per i servizi pubblici.
 
Alle posizioni emerse nel corso del convegno di Bari si contrappone quella di Federica Daga, prima firmataria della Pdl M5S sull’acqua pubblica, che in un comunicato spiega: “L’iter della nostra proposta di legge sull’acqua pubblica prosegue e lo fa con lo stesso metodo che ci ha portati fino a questo punto: ascolto e confronto. Continueremo a lavorare in commissione e in Aula alla Camera per garantire una gestione industriale efficace e favorire l’incremento degli investimenti. Il passaggio alla gestione pubblica avverrà con la necessaria gradualità, garantendo la continuità del servizio e senza gravare sulle finanze pubbliche né sulle tasche dei cittadini. Dimostreremo con i fatti che le cifre smisurate che vengono citate come fantomatici costi della nostra proposta sono prive di fondamento. Nessuno vuole chiudere le multiutility, potranno proseguire la loro attività in settori diversi dall’acqua, monopolio naturale e diritto umano universale”.
 
E di acqua pubblica ha parlato anche Beppe Grillo che, dopo circa un anno di assenza, è intervenuto sul Blog delle Stelle criticando l’intervento dei privati nel settore idrico.