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02/07/2019 12.58 - quotidiano energia
Servizio conciliazione, nuovi gestori idrici obbligati dal 1° luglio

A partire da ieri (1° luglio) circa 45 gestori idrici che servono una popolazione superiore ai 300.000 abitanti residenti sono obbligati a partecipare al Servizio conciliazione. Le società sotto questa soglia e quindi non obbligate, invece, possono decidere se aderire allo strumento, con una durata che  dovrà essere almeno biennale.
È quanto comunica l’Acquirente unico in una nota, sottolineando che l’obiettivo generale è “sviluppare maggiore consapevolezza degli utenti finali riguardo la conciliazione, nella prospettiva che diventi obbligatoria per tutti i gestori, e monitorare l’andamento del Servizio per il settore idrico, anche al fine di individuare eventuali interventi per un efficientamento della procedura”. Infine, si punta anche a “garantire tempistiche opportune per, eventualmente, far evolvere gli organismi conciliativi oggi disponibili a livello locale in organismi Adr (risoluzione alternativa delle controversie)”.

In quest’ottica l’AU precisa come, in tema di bonus sociale per il settore idrico, resti ferma la possibilità di rivolgersi direttamente allo Sportello per il consumatore attraverso l’invio di un reclamo scritto. Inoltre, solo per gli utenti finali serviti dai gestori sotto soglia non aderenti, sarà mantenuta la possibilità di scegliere fra il reclamo di seconda istanza presso lo Sportello e il Servizio conciliazione.

I gestori obbligati (anche volontariamente), infine, devono necessariamente indicare (nel proprio sito internet, nei nuovi contratti e nelle risposte ai reclami di prima istanza non risolutivi della problematica sollevata dall'utente) le modalità di attivazione del Servizio conciliazione e di eventuali altri organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie, ad accesso gratuito, ai quali i gestori si impegnano a partecipare.

Nel solo settore idrico, conclude la nota, la conciliazione non costituisce ancora condizione di procedibilità per l’accesso alla giustizia ordinaria: “Il verbale di accordo non costituisce quindi titolo esecutivo”.