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10/10/2018 16.00 - Quotidiano Enti Locali e PA
Investimenti e assunzioni, maxipiano per 15 partecipate

«Una cabina di regia per gli investimenti». E non solo. Ad annunciarla è stato ieri il premier Giuseppe Conte, specificando che la convocazione è prevista oggi a palazzo Chigi, sono state invitate le «più grandi aziende partecipate» per valutare «un piano addizionale per gli investimenti» per il prossimo triennio. Il coordinamento della cabina è affidato una persona di fiducia del premier. In prima linea ci saranno i vertici della Cassa depositi e prestiti e dell’arcipelago delle controllate quotate, Snam, Terna, Fincantieri, Saipem e Poste (di cui Cdp controlla il 35% del capitale, anche se i poteri di governance sono affidati al ministero dell’Economia, che appare il convitato di pietra dell’evento odierno). E poi i ceo di Eni, Enel, Leonardo, Ferrovie e Anas. Assente, invece, il vertice di Enav, la società dei controllori di volo quotata in Borsa.

Al management della Cdp è stato affidato il compito di acquisire le informazioni e preparare un documento sulla potenza di fuoco degli investimenti del gruppo e sulle risorse complessive addizionali che potranno essere messe in campo, anche dalle partecipate non quotate, tra cui Open Fiber (sarà presente il vertice), la jv controllata assieme a Enel.

La presentazione, che sarà illustrata domani per la parte relativa al gruppo Cdp dall’ad Fabrizio Palermo, potrebbe toccare anche gli investimenti sulle fibra e la necessità di evitare duplicazioni tra la rete di OF e quella di Tim. Il ceo della società telefonica, Amos Genish, sarà presente all’incontro; Cdp è azionista con una quota del 4,9 per cento. Un primo passo verso l’inizio di un confronto su una possibile rete unica?

La cabina di regia non si occuperà solo di investimenti, ma anche di altre leve che il governo intende attivare attraverso la manovra. per stimolare crescita e occupazione. Come la riforma della riforma delle pensioni, e cioè la correzione della legge Fornero con l’introduzione di «quota 100» per incentivare esodi che consentano nuove assunzioni di giovani. Su questo ultimo punto il governo si aspetta, in particolare, risposte dalle controllate: stime, forse, sulla possibilità di fare assunzioni e creare nuovi posti di lavoro. Anche se va ricordato che l’equazione uscite per pensionamenti e assunzioni a tempo indeterminato sinora non ha mostrato di funzionare molto in Italia. «Quello che stiamo facendo - ha detto in proposito ieri Conte - e da domani speriamo già di portare delle notizie, è di costruire una revisione della Fornero che abbia un impatto positivo sul mercato occupazionale e sul sistema produttivo italiano». Infine c’è la prospettiva di semplificare il codice degli appalti per velocizzare la spesa per investimenti e l’apertura dei cantieri. Negli obiettivi di governo, oltre ai 36 miliardi di investimenti finanziati nelle precedenti legislature, ci sarebbe la mobilitazione di ulteriori 15 miliardi: di questi, circa la metà potrebbe arrivare dalle partecipate. «I numeri della manovra di bilancio non sono assolutamente in discussione, anzi la manovra stessa si rafforza con il piano di investimenti di cui discuteremo insieme alle principali aziende di Stato», ha detto in serata Conte.