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15/07/2020 00.00 - Radiocor
Wef: con soluzioni 'pro-natura' 395 mln posti lavoro in piu' entro 2030

(Radiocor) - Milano, 15 lug - Mettere la natura al primo posto fa bene alle aziende e all'economia, soprattutto dopo la crisi del coronavirus, che ha causato perdite di occupazione e un'incertezza senza precedenti. Lo sottolinea il World Economic Forum nel 'Future of Nature and Business Report', mentre i Governi e gli operatori economici di tutto il mondo alle prese con il problema di 'resettare' l'attivita' dopo i danni del Covid-19. Una ricostruzione basata su iniziative che diano la priorita' alla natura potrebbe portare alla creazione di 395 milioni di posti di lavoro entro il 2030, creando opportunita' per le aziende stimate in 10mila miliardi di dollari, indica il rapporto.
Scritto in collaborazione con Alphabeta, lo studio individua tre aree in cui i sistemi socio-economici possono beneficiare di un'impostazione pro-natura. Il primo riguarda l'utilizzo del cibo, della terra e degli oceani. Quello che l'umanita' mangia e coltiva rappresenta circa 10mila miliardi di dollari del Pil globale e da' lavoro al 40% della forza lavoro del pianeta. Soluzioni pro-natura possono creare 191 milioni di nuovi posti e ricavi o risparmi per 3.600 miliardi entro il 2030, secondo il rapporto. Diversificare la dieta, basandola piu' su frutta e vegetali (i prodotti animali forniscono il 18% delle calorie ma occupano l'80% della terra coltivata),
potrebbe creare 310 miliardi di dollari di nuove opportunita' di business l'anno entro il 2030. L'utilizzo di tecnologie di precisione in agricoltura potrebbe fruttare 4,3 milioni di nuovi posti e 195 miliardi di opportunita', di riflesso a un miglioramento delle rese dei raccolti del 40% e dei rendimenti degli investimenti di oltre il 10%. Il riciclaggio o il ri-utilizzo degli articoli di abbigliamento (ogni secondo l'equivalente di un camion di tessili finisce nelle discariche, con un danno stimato a 500 miliardi l'anno) potrebbe portare a 130 miliardi di risparmi ed evitare 148 milioni di tonnellate di rifiuti entro il 2030. Nelle infrastrutture e nelle costruzioni in generale un approccio pro-natura potrebbe creare 117 milioni di nuovi posti di lavoro e 3mila miliardi tra ricavi aggiuntivi o risparmi. Gli esempi vanno dall'adeguamento energetico dei nuovi edifici, all'utilizzo dei Led per l'illuminazione e dei 'tetti verdi' che riducono l'inquinamento atmosferico e possono anche produrre cibo. Appositi sensori potrebbero ridurre le perdite d'acqua degli acquedotti municipali, portando il ritorno
sugli investimenti nell'efficienza idrica a oltre il 20%. Con gli investimenti giusti, il mercato della gestione dei rifiuti potrebbe raddoppiare in 10 anni in Asia meridionale e orientale e nell'Africa sud-sahariana. Dall'industria estrattiva ed energetica, che ora rappresenta un quarto del Pil globale e il 16% dell'occupazione, potrebbero arrivare opportunita' di business per 3.500 miliardi, con la creazione di 87 milioni di posti di lavoro. Ad esempio, migliorando il recupero del materiale estratto dalle miniere, adottando modelli circolari nell'automotive con il riutilizzo di alcune parti dei veicoli che da solo potrebbe portare a risparmi per
870 miliardi di dollari entro 10 anni. Dalle energie rinnovabili arrivano poi opportunita' per 650 miliardi di dollari e ritorni di oltre il 10%. L'introduzione di pacchetti per l'utilizzo dell'energia solare o di altre
rinnovabili potrebbero creare 'milioni di nuovi posti'. Nel mondo sono gia' vari gli esempi virtuosi di soluzioni pro-natura. Ad esempio in Vietnam le popolazioni che vivono sulle coste hanno visto il loro reddito raddoppiare, dopo che le foreste di mangrovie sono state rivitalizzate. In Cina il Suzhiou Industrial Park ha registrato un aumento della produzione di 260 volte tramite uno sviluppo 'verde'. Il rapporto include anche i suggerimenti per i Governi, in particolare i ministri delle Finanze del pianeta, in prima linea nei piani del 'reset' delle economie. La raccomandazione di fondo e' quella di introdurre gli incentivi giusti nei pacchetti di stimolo, in modo da creare occupazione senza distruggere la natura. Lo studio insiste sulla necessita di valutare la performance economica andando oltre l'andamento del Pil, di introdotti incentivi per l'innovazione, migliorare la pianificazione e la gestione dell'utilizzo delle risorse marine e terrestri, di rimuovere i sussidi che mettono a rischio la stabilita' occupazionale nel lungo termine, di fare investimenti nella formazione e
aumentare il sostegno finanziario per le soluzioni pro-natura. 'Dobbiamo usare la crisi causata dalla pandemia di coronavirus come un'opportunita' per cambiare la relazione dell'umanita' con la natura. Investire nella biodiversita' e nell'ambiente offre l'opportunita' di costruire sia economie migliori sia la nostra resilienza come specie', commenta Carlos Alvarado Quesada, presidente del Costa Rica, Paese che e' all'avanguardia nella transizione a un'economia 'nature-positive'. Come conclude Inger Andersen, vice-segretario generale Onu e direttore esecutivo del programma ambientale dell'Organizzazione, 'nel momento in cui entriamo in questo decennio storico di iniziative per fermare e ribaltare la perdita di biodiversita' e affrontare il cambiamento climatico, le aziende ricoprono un ruolo cruciale nella gestione del nostro pianeta'.