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15/05/2019 13.30 - quotidiano energia
Ascopiave, anche Iren nella partita

C’è anche Iren nella lunga lista di pretendenti agli asset Ascopiave. “Siamo interessati all’opportunità e circa un mese fa abbiamo fatto un’offerta non vincolante”, ha detto l’a.d. Massimiliano Bianco in conference call sui conti trimestrali.

A quanto risulta, l’interesse è sia per i 700 mila clienti sia per una partnership nella distribuzione gas.

Riguardo invece a Cva, Bianco ha ricordato che la settimana scorsa in Regione Val D’Aosta è stata approvata una risoluzione che impegna il governo regionale a predisporre uno specifico disegno di legge da sottoporre al Consiglio regionale per consentire la ripresa dell’iter di quotazione (si parla di quotare un 30-35% lasciando spazio poi all’azionariato popolare, ndr). Ciononostante, “siamo ancora fiduciosi di avere una possibilità di discutere la nostra proposta, che prevede una sorta di joint venture sulle Fer”.

L’a.d. ha intanto annunciato che “a giorni” saranno concluse “piccole operazioni su impianti waste”. E a proposito di rifiuti, Bianco ha ribadito (come già fatto dal sindaco di Genova, Marco Bucci) che “non ci sono discussioni in atto per un’integrazione” con Amiu, sebbene Iren resti interessata a realizzare impianti di trattamento rifiuti non solo nel capoluogo ligure ma nell’intera regione, e su questo la società “presenterà delle proposte”.

Intanto, l’utility ha archiviato il 1° trimestre 2019 con ricavi per 1,278 mld € (+19,9%), un Ebitda di 274 mln (+1,9%) e un utile netto di 100 mln (-3,2%), penalizzato da maggiori ammortamenti per 12 mln € dovuti anche alle acquisizioni. Il debito netto aumenta di 72 mln € a 2,525 mld € ma sarebbe in calo di 33 mln escludendo l’applicazione dell’Ifrs16.

Dal punto di vista operativo, i clienti crescono di 15 mila unità (ma i margini commerciali scendono anche per poste non ricorrenti) mentre la generazione fa registrare un Ebitda di 115 mln € (+13%) grazie ai maggiori volumi e ai prezzi elettrici in ascesa. Per l’intero 2019, Bianco ha detto di attendersi “un contributo da Msd di circa 50 mln, molto meno rispetto agli 80 mln del 2018”. Mentre lo spark spread “darà un contributo più alto, pari a 6-7 €/MWh”.

Confermate infine le stime di un Ebitda a 880/890 mln €, di un rapporto Pfn/Ebitda: intorno a 2.9x e di investimenti per circa 570 mln €.