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12/05/2020 00.00 - Radiocor
Dl Rilancio: sindaci a Conte, a rischio servizi essenziali
(Radiocor) - Roma, 12 mag - "Il governo ci ascolti, potrebbe saltare l'erogazione di servizi essenziali. Non vorremmo ritrovarci a gestire pericolosi assembramenti di rifiuti lungo le strade delle nostre citta'". Lo scrivono in una lettera diretta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte il presidente dell'Anci, il delegato alla finanza locale, i sindaci delle citta' metropolitane e tutti i presidenti delle Anci regionali, in rappresentanza dell'intera categoria dei sindaci italiani. "Caro presidente - si legge nella lettera - il decreto Rilancio non sembra cogliere in pieno la complessita' delle problematiche che investono i Comuni. La continuita' dei servizi sul territorio puo' essere garantita solo con impegni concreti, senza i quali non solo potrebbero incrinarsi il dialogo e la collaborazione tra le Istituzioni, ma verrebbe a crearsi un grave pregiudizio per i sindaci nell'esercizio delle loro funzioni sui territori e nei confronti delle proprie comunita'".
La lettera scritta dai sindaci arriva al termine di un confronto "non facile con il ministero dell'Economia" sia sull'ammontare delle risorse necessarie per ristorare le mancate entrate dei Comuni, sia sulla revisione di alcune regole contabili alla base della formulazione dei loro bilanci. "Nessuno oggi puo' valutare con precisione la dimensione della sofferenza finanziaria che rischia di mettere fuori gioco un intero comparto, in particolare i Comuni gia' in crisi o in situazione di piu' severa tensione finanziaria. Prima del varo del decreto Rilancio, che non contiene quello che serve ai Comuni e cioe' ai cittadini, lei deve ascoltarci", scrivono a Conte, riferendosi al ristoro della tassa sui rifiuti che i sindaci non intendono chiedere ai gestori delle attivita' commerciali per i mesi in cui sono stati costretti
a chiudere per decreto. La perdita di entrate per i Comuni e' ben piu' pesante dei 3 miliardi previsti nel decreto Rilancio. "Anche per la gestione dei rifiuti, le cifre sono tutt'altro che certe e le competenze appaiono confuse con l'entrata in campo dell'Arera che sarebbe stato meglio ripensare. Non vorremmo alzare i toni dell'interlocuzione con il Governo, per evitare polemiche e strumentalizzazioni.
Siamo certi che comprendera' che non possiamo lasciare nulla di intentato di fronte a possibili sottovalutazioni nella considerazione delle richieste dei Comuni taliani", conclude la lettera.