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23/12/2019 13.00 - quotidiano energia
Fine tutela, dal Milleproroghe scompare il tema Antitrust

La data per il superamento della tutela resta al 1° gennaio 2022 ma nella bozza del Milleproroghe che sabato ha ottenuto il via libera del Cdm “salvo intese” scompare il passaggio sulla cancellazione dall’Albo venditori a seguito di sanzioni Antitrust.

La nuova formulazione dell’art 12 riprende il subemendamento Pirro (M5S) del Ddl Bilancio, quindi anche con i decreti Mise da adottare entro 90 giorni su Albo e modalità di superamento della tutela. Anche se in quest’ultimo caso il riferimento è al solo settore gas, in quanto il passaggio viene inserito al comma 59 della Legge concorrenza.

In relazione all’Elenco venditori, ribadita la distinzione tra “requisiti imprescindibili per la permanenza” e “requisiti connessi a indicatori generali sullo svolgimento dell'attività”.

Intanto, sul fine tutela è intervenuto Pippo Ranci, primo presidente dell’Autorità per l’energia. In un’intervista al Corriere della Sera, ha sottolineato che “il rinvio non va bene”, anzi va “molto male”.

Il regime tutelato, sottolinea Ranci, “doveva essere transitorio, ma visto che alla fine sarà rimasto in vita per 15 anni conferma che l’Italia è il Paese del provvisorio”. Per non creare “un problema di credibilità” occorre quindi “fissare un percorso che preveda modi e tempi certi, che Governo e Parlamento possono benissimo delegare a organi tecnici come l’Arera o l’Autorità per la concorrenza”. E per Ranci si tratta di “un lavoro che può essere concluso molto velocemente, anche un mese”, visto che “le informazioni ci sono tutte”.

L’ex presidente dell’Autorità si sofferma anche sulle possibili modalità del passaggio dei clienti al libero. “Scarterei l’ipotesi di farli passare automaticamente a chi li serve ora – rimarca Ranci - perché sarebbe un regalo alle imprese integrate con la rete e ucciderebbe la concorrenza”. Ma neanche l’ipotesi aste è convincente perché “credo che al consumatore non piaccia l’idea di essere ‘venduto’ a un altro operatore”.

Ranci propende quindi per “spingere” i clienti verso una scelta, “magari prevedendo che come garanzia possano optare per una tariffa analoga alla vecchia tutela”. Mentre per chi “decide di non scegliere si potrebbe usare una forma di protezione come in Inghilterra: un ‘cap’ alla tariffa valido per un certo numero di anni”.

E se tutto ciò non fosse sufficiente? “Resterebbe solo un’opzione radicale – conclude Ranci – trasferire la rete di distribuzione a una società autonoma come si è fatto per quella ad alta tensione creando Terna. Una decisione non facile ma nemmeno impossibile”.