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25/03/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Rifiuti, Arera: “Discrezionalità non crei confusione, vigileremo”

 

 

L’Autorità sul rinvio al 30 giugno per la Tari e le deroghe concesse ai Comuni dal DL Cura Italia. In arrivo provvedimenti per affrontare criticità settore mantenendo “un quadro di regole certo e affidabile”

 

“Talune forme di discrezionalità asseritamente ottenute da alcune amministrazioni, non devono e non possono mettere il settore in una situazione ulteriormente confusa”.

 

È quanto afferma l’Arera in una nota rivolta agli operatori del settore rifiuti, a seguito delle proroghe e delle deroghe previste dal DL Cura Italia sulla Tari e in generale in merito alle “criticità” che il comparto deve affrontare a seguito dell’emergenza Covid-19.

 

Riguardo al primo punto, l’Autorità precisa che in base all’art. 107 del decreto il termine per la determinazione delle tariffe della Tari e della Tari corrispettivo “è stato differito dal 30 aprile 2020 al 30 giugno 2020”.

 

Il DL ha inoltre stabilito che i comuni possano derogare all'articolo 1, commi 654 e 683, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, confermando per il 2020 la Tari e la tariffa corrispettiva adottate nel 2019, con approvazione del piano economico finanziario del servizio rifiuti (Pef)  entro il 31 dicembre 2020.

 

Se la ratio della deroga al principio della copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio stabilito dal comma 654 “può apparire chiara”, precisa l’Arera, appare “molto meno evidente la necessità di derogare alle regole di trasparenza e di correttezza dei calcoli stabilite dal Mtr - approvato con deliberazione 443/2019/R/rif - che, in quanto tali, hanno proprio il compito di identificare la soglia dei costi efficienti da ammettere a copertura”. La duplice deroga “sia alla copertura dei costi, sia alla corretta applicazione dei calcoli per la loro determinazione, svincolando la determinazione delle tariffe della Tari e di quella corrispettiva dalla elaborazione del Pef, può rappresentare un mandato generico a replicare i corrispettivi dello scorso anno, indipendentemente dalla situazione attuale e dalle necessarie verifiche sul costo delle attività da svolgere”.

 

L'Autorità intende quindi “vigilare affinché simili comportamenti non si traducano in ulteriori criticità per una platea di enti locali, gestori e fruitori del servizio già profondamente provata dall'emergenza”.

 

Il Regolatore si concentra poi sulle “crescenti difficoltà operative per i soggetti attivi nella filiera del settore dei rifiuti”. L'attenta individuazione di “queste criticità emergenti - in cui si possono ricomprendere quelle relative alla raccolta dei rifiuti prodotti da soggetti positivi al contagio, con i possibili riflessi in termini di tenuta della struttura delle filiere di raccolta sin qui sviluppate nel Paese, nonché delle infrastrutture di recupero e smaltimento - deve, ad avviso dell'Autorità, essere considerata nell'ambito di una visione complessiva di equilibrio economico e finanziario del settore e delle connesse condizioni di sostenibilità per i fruitori del servizio”.

 

L'Autorità intende quindi “procedere in tempi ravvicinati alla elaborazione di provvedimenti che, nell'ambito della menzionata visione complessiva, permettano al settore di preservare gli imprescindibili profili di tutela dell'utenza, le caratteristiche di eccellenza industriale, nonché di gestire con strumenti adeguati la fase emergenziale”.

 

In definitiva, conclude la nota, “in ossequio al mandato istituzionale ricevuto” l’Arera “intende adottare, nel breve, tutte le azioni necessarie al mantenimento di un quadro di regole certo e affidabile, in grado di tutelare tutti i soggetti interessati”.