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09/01/2020 13.21 - quotidiano energia
Risparmio idrico, 52 progetti nel 2020 per 500 mln €

Un totale di 52 interventi per 500 milioni di euro da attivare nel 2020, che fanno seguito a 67 opere già in corso di realizzazione per 629 mln €. Sono i dati su cui poggia la Strategia nazionale per il risparmio idrico, la tutela territoriale e la lotta al dissesto idrogeologico presentata ieri a Roma dal ministero dell’Agricoltura.
Un insieme di lavori che assicurano “una manutenzione importante delle infrastrutture irrigue di cui l'Italia ha bisogno per dare servizi sempre più efficienti ai cittadini e alle imprese”, commenta la ministra Teresa Bellanova.
"In Italia ci sono oltre 120 miliardi di euro destinati a opere grandi e piccole, bisogna attivarli per determinare nuove opportunità di lavoro. L'acqua è un bene prezioso che deve essere consumato con intelligenza e può dare risultati importanti sulla qualità dei prodotti e la redditività delle aziende”.
Secondo la titolare del dicastero sono fondamentali anche le strutture Casa Italia e Italia Sicura, “sciaguratamente cancellate”. Per quanto riguarda le norme, invece, “spero che nel prossimo semestre il Parlamento possa licenziare la legge sull'uso del suolo".

La necessità di approvare “al più presto” una legge su questo tema è stata ribadita nel corso dell’evento anche dal presidente di Anbi, Francesco Vincenzi, per il quale “la strategia nazionale Mipaaf conferma il ruolo centrale dei consorzi di bonifica nell’interesse del Paese. Non è accettabile che siano necessari troppi anni per realizzare opere pubbliche. dobbiamo lavorare per ridurre il gap infrastrutturale fra regioni, con quelle del Sud che continuano a pagare decenni di errate politiche. Insieme dobbiamo puntare a un Piano nazionale di manutenzione e infrastrutturazione del territorio per salvaguardarne la bellezza e le ricchezze agroalimentari. I cambiamenti climatici stanno evidenziando la necessità di adeguare la rete idraulica del Paese, migliorando la capacità di gestire le acque anche attraverso la realizzazione di invasi in una logica di multifunzionalità e sostenibilità. In questo – conclude Vincenzi - è necessaria un’azione congiunta con la politica per affermare, in sede europea, l’indispensabile funzione dell’irrigazione per le agricolture del Mediterraneo”.

Tra i progetti illustrati ieri anche quelli del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea). Il suo Centro di ricerca politiche e bioeconomia, si legge in una nota, “fornisce un importante contributo grazie a due distinti accordi di cooperazione con il ministero per l’assistenza tecnica ai programmi di investimento in atto (Programma di sviluppo rurale nazionale e Piano operativo agricoltura - Fsc), mirati allo sviluppo e alla gestione di adeguati strumenti informatici di supporto, quali il Sigrian (Sistema informativo nazionale per la gestione della risorsa idrica in agricoltura, database nazionale unico di riferimento per la raccolta dati e informazioni sull'uso irriguo dell'acqua a scala nazionale) e la Banca dati investimenti irrigui”.

Secondo Raffaella Zucaro, ricercatrice Crea e responsabile dei due accordi, “le informazioni per il settore irriguo, oltre a essere necessarie per rispondere alle attuali condizionalità ex-ante per le risorse idriche nella Pac 2014-2020, sono importanti nella definizione di adeguate politiche per l’acqua e l’agricoltura, nella pianificazione dell’uso nei distretti idrografici e nella preparazione della futura programmazione della Pac, sempre più orientata verso uno sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali”.
Bisogna considerare, conclude la ricercatrice, “la scarsità idrica non è più prerogativa delle regioni del sud Italia ma si è estesa in frequenza ed intensità alle aree settentrionali del Paese, storicamente ricche di acqua”.