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08/11/2019 00.00 - Utilitalia
RINNOVATO IL CCNL GAS-ACQUA 2019-2021, INTESA SU TRATTAMENTO ECONOMICO E FORMAZIONE

Aziende e sindacati: dimostriamo così il nostro comune impegno per il settore, ora Governo e Parlamento valutino revisione del codice appalti e proposte su riforma del servizio idrico integrato

 

Roma, 8 novembre 2019 – Firmato nella serata di ieri, 7 novembre, l'accordo di rinnovo per il CCNL Gas-Acqua per il triennio 2019-2021, intesa che riguarda circa 46.500 lavoratori delle associazioni datoriali (Utilitalia, AniGas, Anfida, Assogas e Igas).  Soddisfazione viene espressa dalle parti per essere riuscite a trovare, dopo 5 mesi di trattativa, un’intesa positiva che rafforza il contratto come strumento moderno e rispondente alle esigenze dei due settori, pur in presenza di uno scenario di transizione energetica, bassa inflazione e del permanere delle incertezze legate all’evoluzione della normativa del settore idrico.

La necessità di consolidare lo sviluppo industriale di Acqua e Gas è auspicato infatti dalla contemporanea sottoscrizione di un Avviso Comune che richiede al Parlamento ed al governo il superamento della normativa relativa all’art.177 del codice appalti, che provocherebbe una destrutturazione delle imprese e una revisione delle proposta di riforma del settore idrico in discussione alla Camera e che rischia di aumentare le difficoltà di rilancio degli investimenti introducendo ulteriore incertezza nel settore.

Sul fronte dell’accordo per il nuovo CCNL, le aziende ritengono particolarmente validi gli aggiornamenti normativi che vengono introdotti su mercato del lavoro e retribuzione variabile legata al premio di risultato. Si conferma anche l’impegno delle aziende in materia di formazione, quale strumento strategico per gestire lo sviluppo delle nuove competenze digitali coniugando la valorizzazione dei lavoratori con l’efficienza aziendale. Ed attraverso la costituzione dell’Organismo Bilaterale di settore, si attivano ulteriori iniziative per accrescerla sia come cultura dei comportamenti che come adeguamento ai cambiamenti tecnologici.

Il nuovo contratto tiene poi conto dei cambiamenti economici, produttivi e tecnologici che stanno interessando tutti i sistemi industriali, promuovendo un modello di relazioni industriali che incoraggia l’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori e ne accresce la consapevolezza mentre, sul fronte della solidarietà sociale, apre alla costituzione di un Fondo Bilaterale, in particolare nel settore idrico, per favorire l’innovazione ed il ricambio generazionale attraverso il sostegno del reddito ai lavoratori in uscita.

Per la parte economica, che attua le previsioni degli accordi interconfederali sulla contrattazione collettiva nazionale, è stato confermato il modello, cosiddetto “ex ante”, che prevede la definizione degli aumenti dei minimi sulla base dell’inflazione IPCA indicata per il triennio ed un meccanismo innovativo di allineamento del trattamento economico minimo a seguito di verifica a consuntivo degli scostamenti inflattivi alla scadenza del contratto. L’aumento dei minimi, stabilito sulla base degli indici di riferimento, è stato convenuto in 84 euro a regime, erogati in tre tranches (26 euro a dicembre 2019, 28 a settembre 2020 e 30 a settembre 2021). Si tratta di un aumento complessivo che comprende ed assorbe anche gli impegni economici derivanti dal precedente CCNL.

 

 

 

La produttività aziendale viene inoltre incentivata attraverso la destinazione di un importo annuale, corrispondente a 17 euro mensili da erogare in relazione agli obiettivi specifici aziendali annuali con meccanismi analoghi al premio di risultato. L’importo stanziato è l’elemento che funziona anche da ammortizzatore per gli interventi di compensazione degli andamenti inflattivi, da riconoscersi, sussistendo le condizioni, sui minimi a giugno 2022. E' stato inoltre valorizzato il welfare contrattuale mediante il riconoscimento di una quota di 5 euro al mese a partire dal mese di luglio 2020.

L’aumento complessivo a regime del rinnovo del contratto è dunque pari a 106 euro, comprensivi del salario destinato al welfare ed alla produttività, inclusi i trascinamenti del precedente contratto.

Secondo le associazioni firmatarie è stata così raggiunta un’intesa equilibrata e un contratto incrementale – che integra il riconoscimento di elementi positivi sul fronte economico con tutele per la qualità del lavoro e una sempre maggiore attenzione alla formazione, considerata quale vero snodo per affrontare le evoluzioni industriali e tecnologiche del settore, e viene confermato l’impegno sistemico e responsabile delle imprese nel gestire le complessità della transizione energetica e ambientale continuando a investire nel lavoro, nell’innovazione e nell’efficienza dei servizi ai cittadini. Un tale sforzo, ricordano però le associazioni, non può essere sostenuto e sostenibile senza il supporto di un quadro regolamentare stabile e non penalizzante”.