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19/05/2020 00.00 - Utilitalia
Utilitalia, semplificare e sostenere rinnovabili, storage e teleriscaldamento
La Federazione in audizione in Commissione per le Politiche Ue al Senato: “Incentivi a fotovoltaico su aree degradate, proroga di 24 mesi per aiuti impianti biometano”
ROMA, 19 maggio 2020
 
Semplificazione della burocrazia legata alle autorizzazioni degli impianti FER, consentire il riuso a fini FER delle aree oggetto di bonifica e delle aree degradate, favorire la diffusione dei sistemi di accumulo, mettere ordine alle norme sull’autoconsumo e la generazione distribuita, valorizzare e incrementare la produzione da rinnovabili per gli impianti esistenti, sostenere il teleriscaldamento e il teleraffrescamento soprattutto come pratica virtuosa per gli obiettivi di decarbonizzazione, e razionalizzare le regole sui biocarburanti in particolare sul biometano prorogando l’entrata in esercizio degli impianti agli aiuti economici, anche per via dell’emergenza sanitaria coronavirus. Così Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua ambiente e energia) oggi in audizione in Commissione per le Politiche Ue al Senato offre un quadro della iniziative che, a suo avviso, andrebbero considerati nel disegno di legge di delegazione Europea per il recepimento delle direttive europee, e soprattutto per consentire all’Italia di mantenere gli impegni di riduzione delle emissioni assunti a livello internazionale.
 
Nello specifico – spiega Utilitalia rispetto al tema della promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, su cui propone anche una formulazione di emendamenti al ddl – è necessario superare il divieto e consentire l’accesso agli incentivi per gli impianti fotovoltaici realizzati sulle aree dismesse e degradate sebbene classificate come agricole, naturalmente in caso di ripristino e di recupero ambientale nonché di bonifica. Poi – avverte la Federazione delle imprese dei servizi pubblici – bisogna agevolare il massimo utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili, anche favorendo la diffusione e l’uso di sistemi di accumulo dell’energia su cui manca un chiaro quadro di regolazione per l’iter autorizzativo sugli impianti di storage. Un’agevolazione per gli impianti rinnovabili che passa anche attraverso una semplificazione degli iter autorizzativi per gli interventi di revamping e repowering sugli impianti esistenti, tipo il fotovoltaico, l’eolico e l’idroelettrico; è necessario definire un chiaro quadro di regolazione con appropriate semplificazioni per le autorizzazioni per il rinnovamento di progetti esistenti in grado di ridurre gli impatti sul territorio. Senza dimenticare una razionalizzazione, valorizzazione e incremento della produzione del parco di impianti rinnovabili esistente.
 
Il riordino della normativa sull’autoconsumo, tema alla base delle nuove configurazioni di consumo collettivo come le Comunità di energie rinnovabili, sarà urgente per via dell’aumento della diffusione della generazione distribuita; in particolare, bisogna salvaguardare un patrimonio nazionale come le reti di distribuzione di energia elettrica, che dovranno essere sempre più in grado di sostenere la cooperazione ai fini dell’autoconsumo dei singoli clienti finali, con la normativa che dovrà focalizzarsi sulle utenze e sulle produzioni che possono connettersi alle rete di bassa tensione. Assume particolare urgenza la definizione di un sistema di supporto, ad oggi assente, per i sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento che dovrebbe trovare spazio in questo ddl. Altrimenti l’Italia non sarebbe in grado di sfruttare il potenziale di una tecnologia ampliamente diffusa in altri Stati membri e più volte indicata come una best practice nella direzione della decarbonizzazione (e di una migliore qualità dell’aria) da parte dell’Europa.
 
Infine, sui biocarburanti e in particolare sul biometano appare opportuno che il Parlamento conceda al Governo la facoltà di articolare con maggiore dettaglio le tabelle della direttiva relative ai valori standard di riduzione delle emissioni di gas serra per valutare la sostenibilità del biometano prodotto da rifiuti organici, attraverso processi diversi da quelli della direttiva e specifici della realtà nazionale; è per questo che è necessario adeguare e razionalizzare la normativa esistente per il biometano, soprattutto le previsioni per l’accesso al sistema di incentivazione (disposto dal decreto ministeriale del 2 maggio 2018), nello specifico prevedendo una proroga di 24 mesi alla data di entrata in esercizio degli impianti ammessi. Proroga – conclude Utilitalia - che risulta in ogni caso motivata anche dall’attuale emergenza sanitaria.