News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
16/07/2020 00.00 - Utilitalia
Rifiuti: Utilitalia, aziende resilienti di fronte a emergenza Covid-19. Brandolini, mancate entrate da 1,3 a 2,5 miliardi nel periodo di lockdown

"Le imprese di gestione dei rifiuti hanno garantito nel periodo dell’emergenza sanitaria i servizi di igiene ambientale con continuità e in sicurezza. Hanno dimostrato di essere resilienti e flessibili in base alla modifica della domanda da parte dei territori o per le ordinanza delle regioni". Così il vicepresidente di Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua ambiente e energia) Filippo Brandolini nel corso del webinar 'Rifiuti: il metodo tariffario e i provvedimenti in fase Covid-19', organizzato ieri da Arera per mettere a fuoco le ultime novità in tema Tari, partendo dall'analisi dell'evoluzione del metodo tariffario sui rifiuti alla luce dei recenti provvedimenti approvati durante l'emergenza da coronavirus.
"La cosa che ci ha sorpreso - ha osservato Brandolini - è che spesso la discussione sul tema dei rifiuti si è concentrata, in un quadro generale di difficoltà, sulla necessità di dover tagliare i corrispettivi o i costi delle nostre imprese; ma i costi delle nostre imprese sono per l'80-90% rigidi, non comprimibili, quanto meno in tempi brevi. Arera ha preso provvedimenti opportuni che hanno garantito anche flessibilità al sistema. Ma Arera non può intervenire sul problema finanziario; è necessario che ci sia un intervento del governo quando interverrà sui fondi per i Comuni con un'indicazione specifica sulla Tari".
"Le stime di Utilitalia per mancato gettito - ha proseguito il vicepresidente della Federazione - ci raccontano di importi che vanno da 1,3 a 2,5 miliardi, a seconda del periodo di lockdown di cui vogliamo tener conto".
E allora secondo Brandolini "l’ordine delle priorità in questa emergenza deve essere rivisto e tra questi anche alcuni approcci. Il 'chi inquina paga', principio sacro e ampiamente condiviso, è un principio che va declinato; nel senso che sicuramente una parte del servizio è legato alla produzione dei rifiuti ma bisogna tener presente anche che una parte del servizio è proprio di quel territorio (in analogia con i servizi a rete) e viene comunque garantito anche se un utente non ne usufruisce in un determinato periodo".
"Vedevamo già anni fa, come vediamo ora in modo ancora più convinto, la regolazione come aspetto centrale per il settore - conclude Brandolini -, un ente terzo che potesse favorire lo sviluppo in termini industriali e contribuire a colmare in alcune aree del Paese i gap impiantistici. E’ evidente che non basta soltanto il sistema regolatorio. E’ necessario avere sul territorio nazionale ambiti territoriali che in qualche modo favoriscano innanzitutto la razionalizzazione delle governance e quindi l’aggregazione delle gestioni, in modo da superare frammentazioni e gestioni in economia, così come è necessaria una Strategia nazionale sui rifiuti per il nostro Paese".