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02/05/2019 13.14 - quotidiano energia
Consorzi di bonifica, “riscossione contributi obbligatori invariata”

I Consorzi di bonifica possono “continuare a riscuotere i contributi di bonifica tramite ruolo”, cioè elenchi nominativi di soggetti debitori, “avvalendosi degli agenti della riscossione”. È quanto spiegato dal ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, rispondendo in forma scritta a un’interrogazione al Senato.
A parere dell’interrogante (Dal Mas, FI) il D.lgs 1° dicembre 2009, n. 179, ha cancellato questa procedura abrogando l'art. 21 del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215.
Il ministro, però, ha chiarito che la Corte di Cassazione “continua a far riferimento all'art. 21 del r.d. n. 215/1933” con tre sentenze del 2012, 2014 e 2017. Inoltre, “si fa presente che il D.lgs n. 246 del 2005, facendo salve le disposizioni tributarie, ammette la riconferma della legittimità del sistema di riscossione dei contributi”.

Lo strumento dei ruoli per i consorzi di bonifica “viene altresì riconfermato dall'art. 17, comma 3, del D.lgs n. 46 del 1999”. Infine, “il presupposto impositivo dei contributi consortili si basa sull'esistenza di un beneficio conseguente alle attività svolte dal consorzio che si fonda su un complesso sistema normativo, statale e regionale, tuttora vigente, individuante la primaria fonte normativa negli artt. 860 e 864 del codice civile”.

Il ministro si è detto consapevole che le realtà consortili siano “molto differenziate sul territorio e che, anche a causa di un'inadeguata attività di comunicazione e trasparenza, l'onere venga spesso visto come un peso ingiustificato. In tal senso i consorzi di bonifica sono chiamati a eliminare le inefficienze laddove esistenti e a fare conoscere la strategicità del ruolo loro affidato dalla normativa ambientale che spiega il loro potere impositivo”.

Un ruolo, conclude Centinaio, “che risulta fondamentale anche sotto il profilo della gestione della risorsa irrigua, visto che solo una gestione collettiva permette di regolare in modo razionale ed efficiente la distribuzione dell'acqua, consentendo il monitoraggio costante dell'uso di questa risorsa sempre più scarsa ed evitando il prelievo indiscriminato dalla falda e i danni ambientali le cui conseguenze ricadono su tutta la collettività”.