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14/10/2019 00.00 - Utilitalia
ACQUA, UTILITALIA: LANCIAMO UN “IDRO-BOND” PER FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

Al Festival di Venezia confronto sulla legge di riforma. Arrivano aperture sul ruolo dell’Arera e sulla libertà di scelta della forma di gestione

 

Venezia, 11 ottobre 2019 - Forme di gestione dell’acqua, un ‘idro-bond’ per la partecipazione dei cittadini, il ruolo dell’Arera e lo sviluppo sostenibile. Questi i temi toccati dall’incontro di oggi al Festival dell’Acqua in corso a Venezia, organizzato da Utilitalia (la Federazione che riunisce le imprese dei gestori idrici), in collaborazione con la multiutility veneziana Veritas. “E’ arrivato il momento - ha detto il presidente di Utilitalia Giovanni Valotti - di ragionare su un azionariato diffuso, un ‘idro-bond’ che favorisca la partecipazione dei cittadini alla gestione dell’acqua. Come Federazione lanciamo la proposta di emissioni di bond per i cittadini convertibili in azioni delle aziende che si occupano del servizio idrico. Del resto già in passato importanti opere pubbliche sono state finanziate anche attraverso la sottoscrizione di prestiti obbligazionari da parte di privati cittadini. Un processo innovativo per il settore, alla fine del quale potremo avere nei Cda rappresentanti delle comunità”.

Alcune novità sono emerse dalla discussione politica sulla riforma della Legge Galli.

 “L’Arera deve fare la regolazione. Allora continui a fare la regolazione. Si occupi però di quello e non di altro”, ha detto la deputata del Movimento cinque stelle Federica Daga, relatrice e prima firmataria del testo base adottato in commissione Ambiente alla Camera. “I Comuni devono scegliere la forma di gestione, dal momento che ci sono territori diversi che vanno trattati in modo diverso. Penso sia un punto che dovremo assolutamente trattare nella discussione in Parlamento, però bisogna anche cercare di trovare una sintesi con quello che abbiamo a disposizione. Abbiamo passato 14 mesi con il fiato sospeso. Ora è necessario che tutte le forze politiche partecipino perché è necessario evolverci”.

“Si può costruire un’alleanza con gli operatori – ha osservato la deputata del Pd Chiara Braga – a patto di farlo in maniera meno ideologica, ponendosi come obiettivo quello di offrire un servizio migliore ai cittadini. Bisogna dare stabilità al servizio idrico”.

“Non possiamo nella stesura della nuova legge – ha spiegato Piergiorgio Cortelazzo deputato di Forza Italia, che è anche presidente di Acquevenete – rendere difficile la vita alle forme di gestione che funzionano. Il tema degli investimenti è centrale, così come quello occupazionale. Bisogna perseguire la ‘via del fare’, perché una legge fa fatta, e velocemente”.

Per Giancarlo Galli – primo firmatario e relatore della legge che porta il suo nome – “non bisogna mettere in crisi tutto il sistema (autonomia comunale e bilanci)”; invece “si potrebbe ragionare un azionariato di utenti cercando una mediazione di alto livello che non rompa i meccanismi. L'acqua è anche della comunità degli utenti”.

“Ho notato un positivo cambio di clima – ha concluso Valotti – dopo mesi di contrapposizioni tra il mondo della politica, quello dei sindacati e quello delle imprese. Mi sembra che ci sia ormai una comunanza di obiettivi circa la liberà di scelta da parte dei Comuni sulla forma di gestione, sull’importanza della regolazione di Arera e sull’importanza di un approccio industriale, di cui avrebbe bisogno soprattutto il Sud per colmare il gap infrastrutturale. Nel Mezzogiorno il nodo è la creazione di un soggetto industriale specializzato ed efficiente, capace di assicurare il finanziamento e la concreta realizzazione delle opere necessarie. L’iniziativa potrebbe essere pubblica ma senza escludere l’ipotesi di partnership con le imprese del sii più efficienti".