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22/11/2019 14.30 - quotidiano energia
Qualità dei servizi pubblici, la fotografia di Mediobanca

Guardando ai dati della “Guida ai servizi pubblici dei dieci maggiori Comuni d’Italia”, pubblicata dall’area studi di Mediobanca, si scopre che le aziende del settore idrico censite servono annualmente 16,9 milioni di abitanti, erogando 1,4 miliardi di metri cubi d’acqua lungo una rete di 68.000 km, “pari a 1,7 volte la circonferenza terrestre”. Tuttavia, si sottolinea nel documento, ogni 100 litri immessi nella rete se ne perdono 38,7, più che in Germania (7,2%), Spagna (18,9%), Francia (21,3%), Inghilterra e Galles (23,4%). Complessivamente, ogni anno sono circa 900 i mln/mc d’acqua persi, per un valore economico di circa 1,5 miliardi di euro.
“La milanese MM (15,9%), la genovese Iren Acqua (23,9%) e la torinese Smat (24,6%) gestiscono le reti con la maggiore tenuta, mentre la palermitana Amap (54,6%) e l’Acquedotto Pugliese (50,3%) hanno i maggiori tassi di perdita”, si legge in una nota. Più in generale, tra i gestori analizzati “MM è quello che raggiunge il maggior numero di obiettivi fissati dall’Autorità in tema di qualità contrattuale”.

Gli acquedotti oggetto dell’indagine fatturano 1.581 € ogni 1.000 mc d’acqua. Considerando che il consumo giornaliero medio è di 230 l/ab, pari a 83 mc d’acqua l’anno, la spesa per cittadino si aggira intorno ai 130 € annui. I ricavi unitari più elevati sono realizzati da Publiacqua con 2.405 € per 1.000 mc d’acqua. Bollette più leggere per MM con 797 €, Abc Napoli con 868 € e Acea Ato 2 con 1.415 €.

Nel documento Mediobanca anche una valutazione della produttività, valutata quale rapporto tra metri cubi d’acqua fatturata e numero di dipendenti. In media si attesta a 190.000 mc per addetto. “MM vanta la maggior produttività (366.000 mc), seguita da Abc (302.000 mc) e da Iren Acqua (283.000)”.

In media vengono investiti 33 euro per abitante servito, raggiungendo il 26,1% della bolletta annua. “I maggiori investimenti sono stati realizzati da Acea Ato 2 con 57,3 euro per abitante, seguita da Publiacqua con 55,2 euro e da Iren Acqua con 48,1 euro; in coda Amap con 6,2 euro e Abc con 2,9 euro. In rapporto alla bolletta media, le società che investono di più sono Acea Ato 2 (39,8% della bolletta), Publiacqua (35,1%) e Aqp (34,8%). Guardando alla lunghezza della rete, ritroviamo in testa l’Acea Ato 2 con 18,4 euro per metro, Iren Acqua con 15,4 euro e MM con 14,2 euro. Si confermano deficitarie l’Amap con 2,8 euro e l’Abc con 2,1 euro”.

Per quanto riguarda i rifiuti, invece, le imprese considerate servono circa 10,4 milioni di abitanti che producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 20% circa del totale nazionale. Il 45,3% dei rifiuti generati (2,5 milioni di tonnellate) deriva da raccolta differenziata. “La veneziana Veritas (65,2%) è prima per quota di differenziata sul totale. A completare il podio la Alia di Firenze (59,3%) e l’Amsa di Milano (53,8%). I tassi più modesti sono registrati dalla palermitana Rap (14,1%), dalla genovese Amiu (34,2%) e dalla napoletana Asia (34,5%)”.

Per quanto riguarda i costi al cittadino, si spendono in media 172 € l’anno per ciascun abitante, 340 € per tonnellata di rifiuti. “Si spende di più a Roma (255 €/ab e 430 €/ton) e Milano (200 € e 400 €). Risparmiano, invece, i cittadini veneziani (134 € e 285 €)”. Infine gli investimenti: “Le maggiori aziende dell’igiene urbana investono 17,8 € per ogni tonnellata di rifiuti raccolta. I maggiori investitori sono Veritas (29,4 €/ton) e la torinese Amiat (22,4 €). Più contenuti gli investimenti della genovese Amiu (7,6 €) e della barese Amiu Puglia (7,2 €)”.