News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
12/02/2018 18.02 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Elezioni, le aziende di servizi pubblici chiamano al confronto i leader sui programmi: doppio appuntamento a Milano e Roma

«È necessario dare impulso a un nuovo percorso, a un patto tra lo Stato, le istituzioni locali, le aziende, i cittadini e il tessuto economico e sociale del territorio. Un patto che veda ciascuno responsabilizzato nel proprio ruolo, pronto a fare la propria parte, con una visione strategica di lungo periodo della politica nazionale, una sua declinazione a livello territoriale da parte degli enti locali e la competenza tecnica e attuativa delle imprese». La pensa così Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la federazione delle imprese che si occupano di acqua ambiente e energia), rivolgendo un appello al Parlamento che verrà e al futuro governo.Utilitalia, che rappresenta circa 500 aziende, ha infatti lanciato un ciclo di incontri con i leader delle principali forze politiche – il primo è stato Luigi Di Maio a dicembre - con l'obiettivo di far conoscere le proprie proposte per l'Italia e valutare in che modo i programmi elettorali contengano elementi di sostenibilità ambientale, efficienza energetica, sviluppo del territori o servizi pubblici ai cittadini.Il nostro Paese - anche se fatto soprattutto da piccoli Comuni (il 70% di questi ha una popolazione pari o inferiore ai 5mila abitanti) – ha oltre un terzo della popolazione che vive nelle poche grandi città (3,4% del totale). Quest'ultime, secondo Utilitalia, sono diventate centri nevralgici dei servizi e attrattive per giovani e nuove famiglie, per gli anziani che hanno bisogno di adeguati servizi. Ed è «in questi luoghi – osserva Valotti - che si gioca, oggi e si giocherà domani, molta parte della crescita del nostro Paese oltre che dello sviluppo del sistema socio-economico». Per questo proprio nelle città vengono sperimentate nuove pratiche dei servizi pubblici, legate anche all'introduzione sempre più frequente di nuove tecnologie. «L'obiettivo? Il miglioramento della qualità della vita delle persone», spiega la Federazione che vede in questi posti i luoghi ideali «per mettere a fuoco una sana visione politica, una delle sfide principali»; tanto che sarebbe anche necessario «un piano ad hoc focalizzato sui centri urbani per uscire dalla logica dell'emergenza che periodicamente riguarda l'assetto idrogeologico, la qualità dell'aria, la gestione dei rifiuti o, il nuovo elemento climatico, l'alternanza tra siccità e alluvioni». Il ciclo di dialoghi È con questo spirito, per mettere in campo proposte e mostrare la disponibilità delle imprese – con lo scopo di ricevere dai partiti un approfondimento dei programmi elettorali su acqua, energia, rifiuti; guardando allo sviluppo del territorio, alla valorizzazione dell'ambiente, alle strategie energetiche, al contenimento delle spese e alle società partecipate - che Utilitalia ha dato il via, nel corso di questa campagna elettorale, a un ciclo di “dialoghi” con i potenziali futuri premier. I prossimi incontri in programma saranno con Matteo Salvini, segretario della Lega, il 12 febbraio a Milano, con Pietro Grasso, leader di Liberi e uguali, il 15 febbraio a Roma e con Antonio Tajani in una data ancora da fissare, così come con un rappresentante del Partito democratico.E allora si parlerà, per esempio, di evitare di il superamento delle soglie di inquinamento dell'aria, della gestione della siccità con cui abbiamo avuto a che gare l'estate scorsa, dei problemi legati alla gestione dei rifiuti. «La politica e le istituzioni locali hanno nelle aziende di servizi pubblici anche dei partner naturali, già disponibili e diffusi sul territorio, per effettuare campagne di sensibilizzazione verso i cittadini, sulla riduzione dei rifiuti, sul risparmio idrico, sull'efficienza energetica – rileva ancora Valotti - sono infatti i cittadini l'elemento determinante per decretare il successo di una politica energetica ambientale nazionale. Ma l'Italia è ancora divisa in questo. Il Paese non è omogeneo e i cittadini ricevono servizi diversi a seconda dell'area in cui vivono». Prospettive e proposte Il punto principale è che «non dovrebbe essere così. C'è tantissimo da fare. E alcuni esempi sono evidenti: sviluppo dell'efficienza energetica per la riduzione dei consumi negli edifici, nuovi sistemi di illuminazione pubblica in grado di tagliare la bolletta, diffusione della banda larga, nuove tecnologie smart, mobilità elettrica, realizzazione dell'economia circolare, il riconoscimento di un'autonomia nella gestione d'impresa indipendentemente dall'assetto proprietario di natura pubblica, privata o mista, la promozione di condizioni normative e regolatorie che promuovano investimenti e qualità; un modello di impresa moderno e competitivo che investa nella crescita delle persone e nello sviluppo delle competenze, il conseguimento degli obiettivi di strategia energetica ed ambientale». Ed è «con quest'anima che vogliamo dialogare con la politica: ascoltare i programmi, proporre soluzioni e misure ad hoc. Ma anche perché, indipendentemente da chi guiderà il Governo del Paese, il tema dei servizi pubblici possa esser messo al centro dell'azione della prossima Legislatura».