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05/10/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Piano acquedotti: “Ricognizione conclusa, progetti valutabili anche per Pnrr”
La memoria Arera inviata alla Camera: per il secondo stralcio del Piano ricevute iniziative per 10 mld €
Arera ha “appena concluso” una ricognizione sulle proposte di progetto da inserire nel secondo elenco della sezione Acquedotti del Piano idrico nazionale, presentati da enti d’ambito e Regioni, che raggiungono un valore complessivo di 10 miliardi di euro.
È quanto si legge in una memoria presentata dall’Autorità alla commissione Attività produttive della Camera nell’ambito di un ciclo di audizioni sulle priorità per l’utilizzo del Recovery Fund.
L’obiettivo per il secondo elenco, si legge nel testo, è definire un’unica pianificazione basata su un programma pluriennale per il periodo 2021-2028 (come previsto dalla Delibera 21 luglio 2020, 284/2020/R/idr) cui destinare risorse residue pari a 320 mln €.
Le proposte fanno capo a obiettivi generali di miglioramento della qualità delle acque erogate, riduzione delle perdite e dei disservizi, aumento della capacità d’invaso. Ogni iniziativa candidata è dotata di cronoprogramma e indica il contributo dato in termini di innovazione, transizione verde o digitale e per la ripresa post emergenza Covid-19.
Alla luce di ciò Arera ritiene che tali progetti “potrebbero essere valutate anche ai fini della verifica dell’ammissibilità nell’ambito del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza”. Intanto, “nel breve periodo, l’Autorità procederà alla valutazione delle misure infrastrutturali presentate, anche sulla base dei criteri di selezione adottati in sede di definizione del primo stralcio della sezione Acquedotti, per redigere il secondo elenco di interventi da trasmettere ai ministeri interessati e, successivamente, da adottare con Dpcm ai fini dell’aggiornamento del Piano”.
Per quanto riguarda l’innovazione e la digitalizzazione quali obiettivi del Pnrr, invece, Arera cita l’azione in corso per promuovere lo smart metering idrico.
Nella memoria, infine, si ricorda, che tra gli scopi prioritari indicati nelle Linee guida Pnrr c’è anche il “divario territoriale Nord-Sud, che coincide con uno dei principali obiettivi strategici fissati dal Regolatore”. L’Arera, in particolare, ha spesso richiamato il problema del “water service divede” così come di un’Italia a più velocità nei campo dei rifiuti.
In quest’ottica si chiedono “misure volte a supportare una migliore capacità tecnica e gestionale nei territori del Sud, anche attraverso un intervento del Governo che sia in grado di avviare le procedure di affidamento, la cui conclusione è funzionale a realizzare la programmazione delle infrastrutture che queste aree del Paese necessitano. Ad esempio, proprio nei territori con le più elevate criticità nella gestione del servizio idrico, la mancata operatività di alcuni enti di governo di ambito e l’assenza di affidamenti secondo le procedure previste dalla normativa sta comportando una programmazione poco efficace degli interventi, come risulta dal ridotto numero di proposte inviate all’Autorità, a valle della ricognizione appena conclusa ai fini dell’aggiornamento della sezione Acquedotti del Piano nazionale”.