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05/11/2018 16.00 - quotidiano energia
Tar: “Procedimenti sanzionatori Arera illegittimi se durano troppo”

“L’Autorità ha irragionevolmente protratto il procedimento, senza che sussistessero o siano comunque state esplicitate in un atto di proroga ragioni che giustifichino il ritardo nella conclusione dello stesso”.

Sta in queste poche righe la motivazione che ha indotto il Tar Milano ad annullare le sanzioni per complessivi 5,3 milioni di euro imposte dall’Arera al gruppo Agsm per violazione delle norme sull’unbundling. Motivazione che può costituire un interessante precedente per l’attività sanzionatoria del Regolatore in senso più ampio.

Nella causa che ha visto anche l’intervento di Utilitalia, giudici ricordano che il procedimento contro l’utility veneta è stato avviato il 2 dicembre 2011 mentre la sanzione è arrivata solo con la delibera del 9 febbraio 2017, “nonostante l’Autorità fissi il termine (certamente non esiguo) di 210 giorni per la conclusione del procedimento istruttorio”.

Il Tar sottolinea che “la natura non perentoria dei termini non rende in ogni caso legittima l’inerzia infraprocedimentale”. Per cui “non si può ritenere conforme al principio di buon andamento dell’azione amministrativa un procedimento che si protrae oltre il termine prestabilito, senza un provvedimento di rideterminazione dei termini”. Ulteriore argomentazione logico-giuridica secondo cui “pur in presenza di termini ordinatori il procedimento non possa essere procrastinato sine die”, si rinviene “dalla disciplina e dai principi dettati per la fase antecedente al procedimento sanzionatorio, di accertamento della violazione preordinato alla contestazione”. In quanto “è consolidato l’orientamento secondo cui non si possono esporre gli interessati ad un più difficile esercizio del loro diritto di difesa, essendo un dato di comune esperienza quello secondo cui la difesa è tanto più efficace quanto più la stessa ha modo di esercitarsi in un arco temporale il più possibile ravvicinato rispetto alla commissione dell'illecito (Consiglio di Stato, sez. VI, 02 febbraio 2012, n. 582)”.

Pertanto, afferma il Tribunale, “anche rispetto alla fase di accertamento e contestazione della sanzione si pone una esigenza di celerità dell’azione amministrativa, imponendo all’amministrazione di rendere di pubblica ragione (nel corpo della motivazione del provvedimento) quali siano state le ulteriori attività istruttorie che impongono un considerevole slittamento della data di decorrenza della contestazione”.

Nel dettaglio, Agsm Spa era stata multata per 1,671 milioni € in relazione alla separazione funzionale e 399 mila € per unbundling contabile (praticamente il medesimo importo è stato inflitto ad Agsm Energia). Agsm Distribuzione (ora Megareti) ha invece ricevuto una sanzione di 2,340 mln per l'unbundling funzionale, 465 mila € per quello contabile e 25.700 € per violazioni in materia tariffaria.