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02/09/2019 13.23 - quotidiano energia
Corte dei Conti Ue, faro sull’Industria 4.0

Verificare gli effetti delle politiche Ue per la promozione dell’Industria 4.0 e dell’innovazione digitale.
Con questo obiettivo la Corte dei Conti europea ha avviato un audit sulle misure per il sostegno e il finanziamento alla digitalizzazione delle imprese del Vecchio continente. In particolare, i giudici del Lussemburgo vogliono verificare se la Commissione è in grado di fornire agli Stati membri un supporto efficace per la digitalizzazione delle rispettive industrie anche attraverso la creazione di “un contesto giuridico idoneo”, precisa una nota. La Corte vuole, poi, approfondire l’assistenza alle start-up e alle piccole e medie imprese.

Un’operazione – spiega Iliana Ivanova, componente della Corte responsabile dell’audit – che nasce dalla consapevolezza della necessità di “sostenere le imprese nella trasformazione in corso”, se la Ue vuole restare “competitiva” rispetto alle altre grandi economie del mondo. Ivanova aggiunge anche che “ci si attende che entro il 2025 vengano fatti notevoli passi in avanti verso l’industria 4.0” mentre le imprese di tutta la Ue, e in particolare le Pmi, “dovrebbero prepararsi ad adattare le loro modalità di lavoro tradizionali alla più recente tecnologia digitale”.

Nel documento preliminare all’audit che la Corte ha pubblicato giovedì, si ricordano anche le iniziative avviate a livello Ue per creare un mercato unico e per digitalizzare l’industria con interventi nel campo dell’economia basata sui dati, dell’IoT e del cloud computing. Nel 2016, la Commissione ha varato l’iniziativa “Digitalizzazione dell’industria europea” con fondi per 11,5 mld € forniti tramite Horizon 2020 e il Fondo europeo di sviluppo regionale. Bruxelles stima che l’iniziativa stimolerà investimenti pubblici e privati per quasi 40 mld € entro il 2020 e prevede di continuare a finanziare l’innovazione digitale nel periodo 2021-2027.

La Corte analizzerà una serie di progetti e potrebbe effetuare visite in Germania, Ungheria, Polonia e Portogallo. La pubblicazione della relazione di audit è prevista nel 2020.