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14/05/2019 20.05 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Traforo Gran Sasso, per evitare la chiusura ipotesi commissario

Continuano gli incontri per evitare che dalla mezzanotte di domenica prossima venga chiuso il Traforo del Gran Sasso. L’ipotesi sul campo di un commissario nominato con lo sblocca-cantieri, dopo la conversione del decreto legge, quindi non prima di metà giugno, non basta alla concessionaria autostradale Strada dei Parchi che chiede invece un intervento immediato del governo o con la nomina di un commissario di Protezione civile o mediante un’azione del Prefetto. La riunione tecnica di ieri - convocata inizialmente per dicutere soltanto del Piano economico-finanziario della società - è servita al presidente della concessionaria Mauro Fabris per chiarire le posizioni in campo. Oggi al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ci sarà un altro incontro che cercherà di sbloccare la situazione. Strada dei Parchi conferma la decisione della chiusura del tunnel domenica prossima, in attesa che vengano adottato misure concrete. L’incontro di ieri è stato definito «positivo» da Fabris perché è servito a chiarire la disponibilità del ministero a trovare una soluzione positiva. Ora però le soluzioni vanno trovate in fretta. La riunione di oggi sarà aperta anche a Regione, Provincia e alcuni sindaci. Anche perché alla Regione fa capo il progetto di più lungo periodo che prevede l’impermeabilizzazione delle gallerie , lavoro da 110-120 milioni. Proprio ieri, entrando alla riunione al ministero, il presidente dell'autostrada dei Parchi, Cesare Ramadori, ha voluto fare alcune precisazioni. La chiusura del traforo del Gran Sasso ipotizzata per il 19 maggio «non è interruzione di pubblico servizio. La chiusura avviene a seguito dell'indagine della procura della Repubblica», ha detto. Il ministero ha minacciato domenica il ritiro della concessione proprio per interruzione di pubblico servizio.I lavori nel traforo del Gran Sasso – ha ggiunto – «sono straordinari. Non toccano al concessionario ma al concedente», cioè allo Stato. L’incontro riguarda nello specifico il piano economico finanziario dell'A24, ma è stato l’occasione anche per parlare del traforo. La chiusura del 19 maggio non è ancora certa, ha aggiunto Ramadori: «dipende, stiamo trattando con il ministero, cercando una soluzione». Al termine dell’incontro al ministero, l’umore che trapelava era quello di una riunione «costruttiva». L’obiettivo è lavorare ad un'intesa che sollevi la Strada dei Parchi dalle responsabilità e per trovare le risorse con tutte le amministrazioni pubbliche per intervenire urgentemente e sanare la situazione a rischio di inquinamento delle acque La Concessionaria Strada dei Parchi ha voluto comunque porecisare che alcune categorie di veicoli potranno continuare a transitare nel Traforo del Gran Sasso anche in caso di chiusura: potranno continuare a percorrere la tratta autostradale Assergi-Colledara e viceversa i mezzi di Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, 118, quelli appartenenti alle altre Forze di Ordine Pubblico. Potranno poi transitare i mezzi della Protezione Civile, i carri adibiti al soccorso meccanico in autostrada, quelli deputati al servizio di viabilità e antincendio presso il Traforo e i mezzi aziendali della Concessionaria stessa. Intanto le imprese sono già in allarme (si veda articolo a fianco). «Rendere operativa tale decisione, il 19 maggio, significherebbe tagliare a metà l’Abruzzo, con risvolti pesantissimi per il sistema imprenditoriale locale isolando di fatto un territorio già duramente colpito dal terremoto», ha detto il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda. Alla riunione di ieri si è parlato anche del piano economico-finanziario ma con un sostanziale rinvio della partita. Il Mit ha infatti comunicato che vanno superati due nuovi ostacoli: la valutazione dlel’Autorittà di regolazione dei trasporti e quella dell’Unione europea. Potrebbero arrivare a breve invece i 112 milioni previsti per i lavori di manutenzione straordinaria sui viadotti. Dopo la prima bocciatura del dcero da parte della Corte dei conti a febbraio, sarebbe ora avvenuta la registrazione del provvedimento.