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11/05/2018 12.00 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Conti in crescita per le utility: target confermati

Conti in crescita per le principali multiutility italiane, ovvero A2A, Hera e Acea (quelli di Iren sono attesi oggi), che confermano il trend positivo degli ultimi trimestri – a fronte di uno scenario meno favorevole su prezzi di elettricità e gas - e confermano i target per fine anno. Paradossalmente, ieri, proprio le utility sono state tra le più penalizzate sia per l’andamento del settore a livello europeo (lo stoxx del segmento ha ceduto quasi l’1%) sia per l’impennata dei rendimenti sul reddito fisso, visto da diversi operatori quasi come un alternativa all’investimento sulle utility, sia perché molte di esse – come A2A ed Hera, che hanno perso rispettivamente il 4,1% e il 2,2% - viaggiavano sui massimi. In Borsa, inoltre c’è chi non esclude un possibile impatto sulle quotazioni della prospettiva di un Governo Lega-Cinque Stelle, due forze politiche con posizioni discordanti su alcuni dei temi caldi che incideranno sul business delle multiutility nel breve-medio termine: la privatizzazione dell'acqua, la costruzione di nuovi termovalorizzatori e la liberalizzazione dei clienti tutelati. A2A, la spinta del Mol I conti trimestrali di A2A hanno evidenziato ricavi a quota 1,81 miliardi (+11,7%), un Mol di 408 milioni (+3,8%) con un ottimo apporto della generazione, un Ebit di 287 milioni (+1,4%) e un utile netto pari a 173 milioni (-3,9%), su cui ha pesato «un maggior carico fiscale», ha precisato la società presieduta da Giovanni Valotti, pari al 32% dal 30% dell’anno scorso. Gli investimenti sono stati di 76 milioni (+43%), a fronte di una posizione finanziaria netta scesa a 3,17 miliardi nonostante le acquisizioni nel solare. Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, le attese per il Mol di fine 2018 sono di 1,15-1,18 miliardi ai quali si sommano 20-30 milioni di partite non ricorrenti mentre l’utile netto è atteso tra 360 e 390 milioni. «È stato un trimestre oltre le attese, uno dei migliori degli ultimi anni», ha sottolineato l'ad Valerio Camerano, il quale ha anche confermato la presentazione di un’offerta per il solare di Rtr. Hera, sale l’utile netto Numeri in crescita anche per Hera, che nel primo trimestre ha registrato ricavi a 1,74 miliardi (+10,4%), un margine operativo lordo a 322,7 milioni (+5,2%) e un utile netto di 120,5 milioni (+9,6%), a fronte di una posizione finanziaria netta migliorata a 2,5 miliardi. Tra i principali highlight operativi, il gruppo segnala «un buon contributo alla crescita da parte dei principali business, con particolare riferimento al settore gas, una solida base clienti nei settori energetici e una gestione improntata all'estrazione di efficienze ed espansione». La crescita del Mol, inoltre, è da attribuire alle buone performance delle principali aree del gruppo, ma in particolare del settore gas, «per effetto dei maggiori volumi venduti e dell'incremento della marginalità delle attività di trading». Acea, dati in linea con piano Infine Acea (-2,6% in Borsa), che nel primo trimestre ha evidenziato un utile netto in crescita del 18% a 77 milioni, a fronte di ricavi pari a 745 milioni (+3%). Gli investimenti nel periodo si sono attestati a 133 milioni (+5%), l'indebitamento netto è salito a 2,482 miliardi da 2,421 miliardi di fine 2017. In virtù di questi numeri, definiti «superiori alle attese», la società ha confermato la guidance già resa nota al mercato. «Questo primo trimestre già mostra i positivi segni della forte accelerazione che stiamo imprimendo al gruppo. – ha fatto notare l’ad Stefano Donnarumma - Tutti i dati sono in crescita e sono pienamente in linea con il piano industriale, anche per quanto riguarda gli investimenti».