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31/07/2019 00.00 - Quotidiano Enti Locali e PA
Hera chiude l’accordo su Ascopiave e punta alle utility di Verona e Vicenza

di Cheo Condina
Via libera da parte dei cda di Hera e Ascopiave alla maxi alleanza che darà vita nel Nord Est a un polo da oltre 1 milioni di clienti e a un riassetto delle rispettive attività di distribuzione gas. L’intesa vincolante, anticipata da Radiocor, è stata firmata ieri entro il termine previsto (per fine mese) dal termsheet di metà giugno, dopo che la stessa Ascopiave, supportata dagli advisor Rothschild e BonelliErede, aveva scelto il partner a valle di una gara avviata lo scorso autunno tra i principali gruppi energetici italiani.

Hera, che ieri ha anche diffuso i conti semestrali (+13% i ricavi a 3,37 miliardi mentre l’utile netto è salito del 7% a 174 milioni), in ogni caso guarda già avanti e punta a inserirsi nella prossima partita veneta, quella su Agsm Verona e Aim Vicenza. Le due società hanno avviato un percorso di aggregazione che, stando al parere di Roland Berger, necessita anche di un partner industriale dalle spalle forti che supporti la nuova entità di fronte alle sfide del mercato. Il consulente ha anche individuato in A2A il profilo migliore ma i giochi sono aperti e si entrerà nel vivo a settembre. Hera è intenzionata a giocare le proprie carte e per questo, nei giorni scorsi, avrebbe inviato una lettera a Verona e Vicenza – attraverso la controllata EstEnergy (proprio la società veicolo della nuova alleanza commerciale con Ascopiave) – comunicando la disponibilità a intavolare una discussione. La multiutility bolognese mette sul tavolo l’effetto scala legato alla forte presenza sul retail sviluppata in Veneto oltre che la disponibilità di termovalorizzatori attigui geograficamente ma la struttura dell’eventuale operazione resta tutta da verificare: Verona e Vicenza, infatti, oltre a richiedere al potenziale partner l’apporto di attività nella filiera ambientale e nella generazione, vorrebbero restare in maggioranza. A2A, oltre ai propri asset, mette invece in campo un modello già testato con successo nella Multiutility della Lombardia, in cui rileva una quota di minoranza ma consolida margini e debito in virtù del ruolo di partner industriale. Inoltre, sul dossier Verona-Vicenza risulta in movimento anche l’altoatesina Alperia, terzo produttore idroelettrico italiano, che si fa forte di un profilo green e ad alto tasso di digitalizzazione.

In ogni caso, nei prossimi mesi, sono attesi anche gli ultimi passi verso il closing dell’accordo Hera-Ascopiave, previsto entro fine anno. L’operazione prevede lo scambio tra le due società di asset di pari valore e vedrà la creazione, in EstEnergy, di un unico operatore commerciale in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, che deterrà 795mila contratti gas e circa 265mila contratti elettrici. EstEnergy, che sarà al 52% di Hera e al 48% di Ascopiave (con put su tutta la quota), a regime avrà un Ebitda consolidato di 69 milioni; inoltre Treviso riceverà anche il 3% (con put) di HeraComm. Grazie ad essa Hera centrerà in anticipo i target del piano al 2022 sui clienti, arrivando a 3,2 milioni. Il riassetto delle attività della distribuzione gas prevede, invece, l'acquisto da parte di Ascopiave dal gruppo Hera di 188mila contatori in Veneto e Friuli Venezia Giulia: raggiungerà quota 775mila centrando l'obiettivo di rafforzarsi in questo business.

Il mercato, intanto, ha promosso il riassetto di Ascopiave, che ormai vale quasi 1 miliardo: da metà ottobre 2018 ad oggi il titolo ha guadagnato oltre il 60% toccando i massimi storici a 4,25 euro.