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17/09/2020 00.00 - Quotidiano Energia
“Nel 2020 un banco di prova complesso per acqua e rifiuti”

L’importanza e l’attualità del ciclo ambientale nell’operato di Arera sono dettate da un passaggio del discorso tenuto oggi alla Camera dal presidente Stefano Besseghini: “Se non avessimo dovuto confrontarci con le criticità legate al Covid-19 questa relazione annuale si sarebbe senz’altro aperta con il tema della nuova regolazione rifiuti”.

 

Gli effetti del Coronavirus su questo comparto, così come per l’idrico, sono  stati “un banco di prova di straordinaria complessità”, secondo Besseghini.  In particolare, le attività di spazzamento e raccolta “hanno funzionato con una riorganizzazione delle modalità operative” ma quelle di smaltimento e riciclo “hanno mostrato difficoltà legate a un settore fortemente interconnesso, con una carenza impiantistica conclamata e per il conferimento dipendente da altri Paesinon raggiungibili il lockdown”.

 

Più in generale, nel 2020 c’è stata una “presa di coscienza”, secondo il presidente Arera, del “delicato l’equilibrio sul quale poggia l’economia circolare”.

 

A prescindere dal Covid-19,“oggi il settore rifiuti è una delle sfide centrali per il Paese” con l’esigenza di “appianare le grandi differenze presenti nel Paese”. Per riuscirci occorre “risolvere un’equazione difficile” per garantire “risorse agli investimenti infrastrutturali, equilibrio dei bilanci degli enti locali e tutela dei consumatori con tariffe efficienti”.

 

Besseghini, nel corso del suo intervento, ha sottolineato l’importanza e il ruolo di volano virtuoso del nuovo metodo tariffario rifiuti in questa partita ma “non basta. Soluzioni strutturali potrebbero giungere dagli investimenti per l’economia circolare previsti nelle Linee guida del Governo sul Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

 

Per Arera, più in generale, sono necessarie risorse aggiuntive per il settore derivanti da un intervento dello Stato per dare stabilità economica e finanziaria al comparto. In questo caso il recupero degli effetti negativi dovuti all’emergenza Covid-19 “sarebbe rapido. In alternativa resta unicamente la possibilità di definire progressivamente un meccanismo di bilanciamento interno al settore”.

 

L’idrico è un ambito più avanzato di quello rifiuti ma che ne condivide problemi simili, come le differenze territoriali (o “water service divide”) richiamare da Besseghini oggi, al pari del fatto che, “malgrado nel 2019 si siano registrate positive evoluzioni nei processi di costituzione e operatività degli Enti di governo d’Ambito”, il percorso non si è ancora completato.

Per quanto riguarda la morosità, “resta necessario identificare soluzioni adeguate e definitive che possano prevedere anche misuratori per singole utenze, pur consapevoli delle criticità tecniche e normative che questo potrà comportare”.

 

In relazione agli obiettivi di qualità tecnica Besseghini ha citato un'analisi di un campione di 131 gestioni che erogano il servizio idrico a 48 milioni di abitanti.  Secondo i dati il contenimento delle perdite è la principale voce di investimento, seguita da miglioramento della qualità dell’acqua e adeguamento del sistema fognario, “in un quadro di sostanziale stabilità delle tariffe”. Questo porta l’investimento medio ab./anno, nell’ultimo quadriennio, a 44,5 €. “Molto vicino all’investimento programmato”. Gli investimenti, infine, devono poter “beneficiare di risorse da tariffe e di contribuzione pubblica”.

 

Il testo del discorso tenuto dal presidente Besseghini è disponibile in allegato sul sito di Quotidiano Energia.