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09/03/2018 13.03 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Al via la Multiutility della Lombardia

La Multiutility della Lombardia, che si svilupperà attorno ad Acsm-Agam e sotto la regia industriale di A2A, è praticamente in dirittura d’arrivo. Nei giorni scorsi, come riportato da Radiocor, è infatti arrivato il semaforo verde definitivo da parte dei soci pubblici coinvolti: adesso l’obiettivo è chiudere il tutto, compreso il via libera dell’Antitrust, entro il primo semestre con il debutto della nuova Acsm-Agam il primo luglio 2018. A larghissima maggioranza bipartisan i consigli comunali di Sondrio, Lecco, Varese, Monza e Como hanno infatti approvato l’operazione; all’appello manca soltanto l’assemblea di Lario Reti Holding, la società che raccoglie i comuni lecchesi, che si terrà nei prossimi giorni, a fronte comunque del pronunciamento positivo delle principali amministrazioni socie. Il prossimo passaggio, a questo punto, saranno le assemblee (peraltro già convocate) delle società coinvolte e che confluiranno in Acsm-Agam, multitutility radicata sui territori di Como e Monza: cioè, tra le altre, la Aevv della Valtellina e Valchiavenna e la Aspem di Varese. L’obiettivo è chiudere il round assembleare a inizio aprile: il 9 infatti si terrà l’assise di Acsm-Agam in cui andrà anche verificato il voto degli azionisti di minoranza e cioè diversi da A2A e Comuni di Monza e Como (i tre soci complessivamente detengono il 75,9%): in caso di voto contrario della maggioranza delle minoranze il gruppo presieduto da Giovanni Valotti dovrà lanciare con gli altri futuri Comuni soci pattisti della nuova Acsm un’Opa a 2,47 euro (il recesso è stato invece fissato a 2,29). Si tratta in ogni caso di un aspetto secondario - l’Opa costerebbe massimo 45 milioni e poi verrebbe ricostituito il flottante visto che l’impegno è di mantenere la società quotata - a fronte del significato industriale dell’operazione: con la nuova Acsm-Agam, che sull’operazione viene assistita da Banca Imi e Bonelli - vengono messe in rete diversi territori della Lombardia, con A2A (seguita invece da Mediobanca e Gop) come partner industriale, che arriverà così ad avere sotto il proprio perimetro di consolidamento qualcosa come 2,6 milioni di clienti elettricità e gas. È il modo migliore, per i Comuni soci, di fare fronte alle prossime sfide del mercato energetico: in primis le gare gas (su cui sono in agguato big come 2i Rete Gas e Italgas) e la fine del regime di mercato tutelato, previsto per metà 2019. La società guidata da Valerio Camerano, dal canto suo, mette praticamente tutta la Lombardia in rete (a eccezione di Mantova) e grazie al proprio know how e alla propria struttura punta spingere il mol di Acsm-Agam da 80 a 120 milioni nel 2021 con una dinamica di dividendi che si prevede soddisfacente. La nuova Acsm vedrà A2A con il 38,9%, la Lario Reti Holding di Lecco con il 23,05%, Monza con il 10,53%, Como con il 9,61%, Sondrio con il 3,3% e Varese con l'1,29%. Questi soci saranno legati da un patto di sindacato e A2A avrà la maggioranza della società (7 membri su 13) ma serviranno come da prassi maggioranze qualificate per approvare operazioni straordinarie.