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17/03/2020 14.03 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Il Sud corre ai ripari con 1037 terapie intensive in più

L’emergenza Coronavirus si diffonde anche al Sud e le regioni meridionali puntano a dotarsi di nuovi posti letto in terapia intensiva. Agli attuali 1.219 posti distribuiti in vario modo tra cinque regioni se ne vorrebbero aggiungere altri 1. 037. Questi i programmi oggi sulla carta ma che si potrebbero realizzare nel tempo. La Campania sta rimodulando il primo piano sanitario. La disponibilità di partenza è di 335 posti di terapia intensiva e 400 tra pneumologia e malattie infettive. Il primo piano prevedeva l’aggiunta di 200 posti letto di terapia intensiva e 400 di semintensiva. Ieri è stato programmato un ulteriore ampliamento di 200 posti di terapia intensiva. La Campania dovrebbe arrivare a quota 735. «Le strutture reggono – dice Roberta Santaniello dell’Unità di crisi – non c’è sofferenza. Ma cerchiamo di adeguarci a uno scenario più complesso di quello inizialmente ipotizzato». Dei nuovi posti programmati ne sono già attivi 10 al Policlinico della Federico II, diventato anche centro abilitato a fare i tamponi; e 16 all’ospedale Cotugno. Intanto, parte anche la conversione di alcuni ospedali: Loreto Mare di Napoli dove i lavori sono in corso, Boscotrecase, Pollena Trocchia saranno dedicati esclusivamente ai pazienti affetti da Covid19. Continua anche un’intensa azione di contenimento del contagio. A questo scopo il presidente della Regione, Vincenzo De Luca ha adottato provvedimenti di isolamento totale per i comuni di Ariano Irpino (Avellino) e Atena Lucana, Sala Consilina, Polla e Caggiano (Salerno). Cresce da parte dei medici la richiesta di estendere il numero dei tamponi. «Non c’è tempo da perdere! I tamponi vanno eseguiti su tutta la popolazione soprattutto in regioni come la Campania dove il contagio non è ancora esploso», ha detto ieri il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale Sud di Forza Italia. La Regione ha assicurato l’arrivo di mascherine. Aumenterà in Puglia di 252 il numero dei posti letto in terapia intensiva, di cui 78 già disponibili, per affrontare l’emergenza Covid. Rispetto ai 2000 contagiati stimati prima del rientro dal Nord dei 20.000 autosegnalati, si ipotizza che il numero dei soggetti positivi possa aumentare di altri 1000, con un fabbisogno ulteriore di posti letto del 15%. Oggi invece la regione dispone, nei 32 reparti di terapia intensiva attivi, di 300 posti letto pubblici. «Ora la sfida – ha spiegato ieri il governatore, Michele Emiliano,presentando il piano regionale contro l’emergenza – è ottenere subito i ventilatori necessari per i nuovi posti letto previsti. La Protezione Civile ce ne ha promesso qualcuno per questi giorni. Si aggiungeranno ai 500 ventilatori che già abbiamo». La Siciliaha siglato il protocollo di intesa con l’Aiop, l’associazione dell’ospedalità privata, per l’impiego straordinario di personale sanitario e per l’utilizzo dei posti letto degli ospedali privati accreditati compresi quelli di terapia intensiva e semintensiva. Il piano prevede un “Covid Hospital” di cui fanno parte alcuni presidi ospedalieri regionali per un totale di mille posti letto dedicati all’emergenza mentre le terapie intensive dovrebbero poter disporre nei prossimi giorni di 500 posti (circa 150 quelli che si andranno ad aggiungere agli attuali 345). La Sicilia intanto si blinda per evitare nuovi arrivi soprattutto dal Nord: sono 31mila i siciliani tornati nel giro di una settimana. Un decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, dispone la sospensione dei collegamenti da e per la Sicilia a eccezione del trasporto delle merci. La Regione Calabria tenta di dare una riposta al Coronavirus, almeno sulla carta, prevedendo di aggiungere ai 107 posti letto di terapia intensiva ordinaria altre 190 unità. Una previsione appunto, visto che «i macchinari potrebbero arrivare fra 45 giorni», come ha dichiarato la governatrice Jole Santelli. Un’affermazione che vuole essere un pungolo per il commissario all’emergenza Domenico Arcuri o è un “Sos”? Pronti a essere attivati intanto sono 30 posti nelle terapie intensive degli hub di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Ieri è stata nominata una task force di esperti: Raffaele Bruno, del policlinico San Matteo di Pavia, Paolo Navalesi, dell’Aou di Padova, Franco Romeo, del policlinico Universitario Tor Vergata di Roma. In Sardegna, infine, gli attuali posti letto in rianimazione sono 127 (strutture pubbliche) e 5 in strutture private. Il dato complessivo sarà incrementato di un terzo: si punta quindi a quota 170 circa. Hanno collaborato Nino Amadore, Davide Madeddu e Donata Marrazzo