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31/07/2019 00.00 - Mondo Utilities
Illustrato il piano di concordato ai Soci di ARAL spa
Si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra tutti i Soci di ARAL spa (i Comuni dell’alessandrino con capofila il Comune di Alessandria oltre ad AMIU spa di Genova) per l’illustrazione del Piano di Concordato che è risultato ammesso dal Tribunale di Alessandria con Decreto del 4 luglio scorso.
Il Tribunale ha ritenuto il Piano presentato attuabile nei termini e con le modalità proposte e l’udienza per la convocazione dei creditori è già stata fissata per il prossimo 29 novembre.
La nuova Governance, rappresentata dal CdA presieduto dal dott. Angelo Marengo in qualità di Presidente e dal nuovo Direttore Ing. Marco Rivolta, insediatisi lo scorso ottobre, ha posto in essere, in collaborazione anche con gli Advisor economico-finanziari, legali ed industriali (Studio Ntcm di Milano, Studio Rgcm Associati di Alessandria, Studio Fornabaio Bugliosi & partners di Roma, Ing. Bina di Pavia), tutta una serie di operazioni volte, da un lato a presentare un Piano credibile, fattibile e con il più alto tasso possibile di restituzione ai creditori, dall’altro ridare operatività piena, efficienza, taglio dei costi ed incremento dei ricavi, per la parte gestionale.
I risultati non si sono fatti attendere in quanto, a fronte di una perdita mensile nel mese di ottobre del 2018 di circa 350.000 €, si è passati ad un attivo di circa 150.000 € per il mese di aprile 2019.
Il tutto senza tagli occupazionali ma anzi sostituendo gradualmente i dipendenti che, avvalendosi di quota 100, sono o stanno per andare in quiescenza e prevedendo nell’arco Piano anche un leggero incremento del costo del personale per mantenere il know how aziendale all’interno della società interamente partecipata dal pubblico che garantisce il trattamento dei rifiuti urbani ed il loro smaltimento e/o recupero per l’alessandrino ed il genovese.
Il Piano presentato, redatto tenendo conto ovviamente dei dettami del Diritto fallimentare, ma anche della legislazione Ambientale (D.Lgs. 152/06) e del c.d. Decreto Madia (D.Lgs. 175/16 in particolare sulle crisi di impresa) propone a tutti i Creditori privilegiati il rimborso integrale del dovuto, ai Creditori chirografari il pagamento del 34% di quanto vantato in modalità cash entro il 2021, mentre il 60% sarà rimborsato entro il 2023 mediante l’emissione di SFP (strumenti finanziari partecipativi). Solo il 6% dei debiti non verrà rimborsato e per procedure di questo tipo è un vero successo dovuto ai citati sforzi prodotti dalla Governance in questi ultimi mesi dopo il suo insediamento. Allo stesso modo i flussi di cassa che si genereranno permetteranno l’autonomia economico finanziaria dell’azienda.
Questi presupposti, fino a pochi mesi fa forse impensabili da raggiungere, sono stati possibili grazie ad un’attenta valutazione delle potenzialità industriali del sito di Castelceriolo (Alessandria), nonché ad un necessario riallineamento delle tariffe applicate al benchmark del mercato piemontese dei rifiuti urbani, oltre che ad una riorganizzazione più manageriale dell’attività che razionalizzasse le risorse. Inoltre anche l’utilizzo degli SFP hanno permesso questo risultato.
Tali ultimi strumenti, previsti dall’ultima riforma della Legge fallimentare, consistono, in buona sostanza, in titoli non obbligazionari che i creditori faranno valere per vedersi rimborsati negli anni attraverso gli utili che l’azienda potrà produrre. Ovviamente, e non potrebbe essere diversamente, per stare in piedi l’azienda dovrà produrre utili nei prossimi 5 anni, già a cominciare dall’esercizio 2019 (nel Piano ammesso dal Tribunale è stato presentato il Conto economico e lo stato patrimoniale dei primi 4 mesi del 2019 che evidenziano come la realtà al momento sia pienamente in linea con le previsioni di Piano). Apparentemente potrebbe essere un controsenso per un’azienda che ha chiuso la gestione caratteristica del 2018 con una perdita di circa 4,2 milioni di Euro ed un patrimonio negativo di circa 11,9 milioni di Euro. Non solo per gli aspetti economici ma anche avendo ricevuto dai predecessori il blocco dei conferimenti non alessandrini per alcuni mesi, a causa del riempimento oltre il consentito dell’impianto di Castelceriolo.
Si è pertanto dovuto procedere, in parallelo alla stesura del Piano di Concordato, anche allo svuotamento dell’impianto per permettere di riprendere il normale flusso di conferimento da parte di tutti i clienti contrattualizzati e di tutte le relative tipologie oltre che di poter rientrare nei vincoli autorizzativi.
L’impianto ormai da fine febbraio 2019 risulta liberato e quindi ritornato alla sua  potenzialità, il cui massimo sta per essere raggiunto quando i conferimenti degli Ingombranti dalla città di Genova verranno lavorati nell’impianto piemontese. Ci sono quindi tutti i presupposti affinché una procedura del genere (anomala fino ad oggi nel panorama delle aziende a totale capitale pubblico oggetto di un affidamento In House di un servizio pubblico essenziale) possa rappresentare una modalità di ristrutturazione aziendale senza ricorso a ricapitalizzazione con denaro pubblico (non più possibile dopo il Decreto Madia) ma riuscendo con capacità ed abnegazione a ricamminare con le proprie gambe.
Il Presidente di ARAL S.p.a.
Il Direttore di ARAL S.p.a. Dott. Angelo Marengo Ing. Marco Rivolta