News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
06/07/2018 13.07 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Diritto di prelazione dei dipendenti della farmacia comunale in vendita, deciderà la Corte Ue

Il diritto di prelazione legale a favore dei dipendenti della farmacia comunale in caso di trasferimento della sua titolarità non convince il Consiglio di Stato che, conl’ordinanza 4102/2018, ha perciò deciso di rimettere alla Corte di giustizia la norma nazionale che lo prevede. Il comma 2 dell’articolo 12 della legge 361/1991 sembrerebbe, infatti, mal conciliarsi con i principi comiunitari di libertà di stabilimento, di non discriminazione, di parità di trattamento, di tutela della concorrenza e di libera circolazione dei lavoratori e con il canone di proporzionalità e ragionevolezza . Il principio La prelazione legale - quale diritto a essere preferito ad altri, a parità di condizioni - risponde nel nostro ordinamento a una logica di tutela preferenziale dell'interesse pubblico. Il meccanismo della prelazione conferisce, infatti, un diritto preferenziale alla stipula del contratto a determinate categorie di soggetti e, in coincidenza con l'interesse privato del prelazionario, realizza il perseguimento di interessi di portata più generale. Dunque, in tutte le prelazioni legali è comunque tutelato, l'interesse dell'intera collettività e di «un'equilibrata organizzazione dell'intera comunità sociale». Il dubbio Nel caso della cessione di farmacia comunale, però, il Consiglio di Stato dubita che questo diritto di prelazione sia giustificato dalla sussistenza di un interesse pubblico prevalente realmente apprezzabile e ribalta quanto aveva stabilito nel 2005. In quella occasione, il Consiglio aveva detto che la preferenza accordata al dipendente mette in moto interessi riconducibili a una esigenza di migliore gestione dell'esercizio farmaceutico: il farmacista già dipendente del presidio ceduto offrirebbe una garanzia di continuità e di proficua valorizzazione della esperienza già accumulata nella gestione del presidio (Consiglio di Stato, sentenza n. 5329/2018). Ora però, ai giudici è sorto il dubbio che l'esperienza professionale pregressa alle dipendenze della farmacia comunale, nulla dicendo circa la conduzione più o meno positiva del presidio oggetto di cessione, possa pesare sulla conseguente opportunità di garantirne la continuità. Il meccanismo preferenziale conferisce una preferenza incondizionata che non tiene conto degli effettivi indici di buona conduzione dell'esercizio farmaceutico e che non si preoccupa di valutare se la concreta esperienza pregressa sia realmente meritevole di essere preservata. Ha aggiunto la Sezione che il soggetto beneficiario della prelazione vanta una esperienza di “dipendente” della farmacia, che non coincide con quella del “titolare” della farmacia, sicché la stessa non offre garanzie circa la “conduzione imprenditoriale” dell'azienda, di cui il dipendente non ha mai assunto il più ampio governo e la diretta responsabilità.