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09/04/2019 13.45 - quotidiano energia
Nomisma, nuova divisione ambiente. Galletti advisor

Supportare gli operatori del servizio idrico integrato, i consorzi di bonifica, le Autorità di bacino e le imprese sostenibili a rendicontare le azioni effettuate e a valutare gli effetti ecosistemici di possibili investimenti sui territori. Questo l’obiettivo con cui Nomisma ha lanciato una nuova divisione dedicata all’ambiente, che sarà guidata dall’ex ministro Gian Luca Galletti (senior advisor), da Marco Marcatili (responsabile operativo) e da Salvatore Giordano (specialist).
L’iniziativa è stata presentata ieri in occasione del convegno pubblico Acqua è Bologna, organizzato da Nomisma in collaborazione con Hera, Consorzio di bonifica Renana e Consorzi della Chiusa. Il capoluogo regionale “è tra le città più sicure attraversate dalle acque e la sua area metropolitana è caratterizzata da una agricoltura irrigua moderna ed efficiente, oltre che da un paesaggio di grande valore ecosistemico”, ha sottolineato Marcatili. “L’Emilia-Romagna è anche l’unica Regione, insieme al Molise, che nel 2018 è stata promossa dall’Europa sulla depurazione delle acque reflue. Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare. L’Acqua può diventare la grande occasione per riprogettare le città italiane, infrastrutturare i territori e sperimentare nuovi strumenti di finanza sostenibile. L’avvio del Centro meteo europeo di Bologna, con i big data applicati anche al sistema di gestione dell’acqua, rappresenta per questo territorio un interessante sguardo verso il futuro”.

Nel corso del convegno l’ex ministro dell’Ambiente Galletti è intervenuto sulla Pdl M5S di riforma del settore idrico attualmente all’esame della Camera: "L'acqua in Italia è pubblica e anche le infrastrutture lo sono. Il concessionario acquisisce il possesso ma non la proprietà. Già oggi l'85% delle persone è servito da società pubbliche o a maggioranza pubblica. Se passa la legge Daga dobbiamo rivedere un sistema di governance che abbiamo costruito con fatica in 20 anni, con costi insopportabili".

Sulla stessa linea anche Stefano Venier, a.d. di Hera che teme “un passo indietro ricchissimo di rischi e incertezze. Gestire il ciclo idrico integrato è un’attività a fortissima intensità di capitale, richiede competenze industriali e soprattutto visione per affrontare le sfide. Una rinazionalizzazione scaricherebbe sulle spalle dei cittadini un debito di oltre 15 miliardi di euro ma anche gli oneri di gestione. Francamente, si deve guardare avanti".