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20/12/2018 16.00 - quotidiano energia
Fondo opere idriche, i rilievi Arera allo schema di Dpcm

L’Arera ha reso un parere favorevole allo schema di Dpcm relativo a “interventi prioritari e criteri di utilizzazione del fondo di garanzia delle opere idriche”, previsto dall’art. 58 del collegato ambientale 2015 (QE 5/10/17).
In particolare, nel parere 690/2018/I/Idr del 18 dicembre 2018 (pubblicato oggi, 20 dicembre) l’Autorità pone una condizione e due osservazioni. Nel primo caso chiede di sostituire il primo periodo del comma 2, art. 9, che prevede l’istituzione di un Comitato di valutazione del rischio presso Csea, lasciando aperta la possibilità di definire anche ulteriori strumenti di monitoraggio e controllo.

Le osservazioni, invece, riguardano l’articolo 5 relativo alle garanzie dei finanziamenti derivanti dal fondo. Secondo Arera il comma 2, lett. b, punto 4, dello schema di decreto “sembra ricomprendere una tipologia di misure”, inerenti le dighe, “e un livello di dettaglio delle stesse, più ampi di quelli che si rinvengono nella normativa primaria (in particolare in materia di Piano nazionale, di cui alla legge 205/17), con un conseguente fabbisogno di risorse necessario ad alimentare il Fondo tale da poter generare criticità in ordine alla sostenibilità della specifica componente tariffaria da applicare alle utenze del servizio idrico integrato”.

Infine, si conclude nel parere, “il comma 2, lett. b, punto 5” dello schema, “nel riferirsi a interventi (di rilevanza sovraregionale e nazionale) né inclusi nei Piani di ambito né adottati nel Piano nazionale,  richiederebbe l’ampliamento delle competenze di raccordo tra il soggetto che individua l’intervento stesso da finanziare e i soggetti a cui è demandata l’attività di programmazione alla base della predisposizione tariffaria del servizio idrico integrato, atteso che il gestore interessato deve comunque essere in possesso dei requisiti di idoneità per l’accesso al fondo”.