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08/04/2020 00.00 - Radiocor
Petrolio: Birol (Aie), giusto riunire G20 Energia, da crollo prezzi danni per tutti
Intervista al Sole 24 Ore del presidente Aie
(Radiocor) - Milano, 8 apr - Senza alcun intervento di supporto, l'industria petrolifera globale rischia di schiantarsi e se questo dovesse avvenire sarebbe un danno per tutti, paesi produttori di greggio cosi' come paesi importatori. E' quanto ha dichiarato in un'intervista al Sole 24 Ore il presidente dell'agenzia internazionale dell'energia Fatih Birol in cui spiega di essere stato il promotore della riunione straordinaria del G20 dell'energia in programma venerdi, il giorno dopo l'attesissimo vertice dell'Opec+. "Quando parlo di industria petrolifera - spiega Birol - non mi riferisco solo a qualche operatore dello shale oil o alle grandi compagnie. Sono coinvolti milioni di lavoratori in tutto il mondo: chi lavora  nei giacimenti, chi nelle raffinerie o  nei distributori di carburante. Parliamo di milioni di posti di lavoro anche in Italia, anche in India, dovunque. Milioni di persone che rischiano di perdere il posto e ogni mezzo di  sostentamento per le loro famiglie. Il crollo dell'industria dell'Oil & Gas e' sarebbe anche un grande pericolo per l'economia  globale: e' una pietre
angolari del sistema economico". "Si potrebbe pensare che alcuni Paesi traggano beneficio dal pagare meno i carburanti - prosegue Birol nell'intervista al Sole 24 Ore - ma oggi quasi nessuno puo' guidare anche se il prezzo della benzina e' basso. In compenso tutti i Paesi del mondo soffrirebbero di piu' se come risultato del crollo dell'industria petrolifera la crisi economica diventasse ancora piu' grave.
Prendiamo il caso dell'Italia per esempio: il vostro Paese ha molti partner nel mondo, verso i quali esporta i suoi prodotti, compresi molti Paesi le cui finanze dipendono dal petrolio. Poi c'e' anche  un aspetto umanitario.
L'economia di Paesi come l'Iraq, la Nigeria o  l'Algeria sta andando a rotoli.  Ho parlato poco fa con il ministro iracheno dell'Energia, mi ha detto che le entrate dello Stato - che dipendono per il 90% dal petrolio - oggi bastano a malapena per pagare meta' degli stipendi pubblici. Non si puo' pensare di risolvere tutto con tagli delle spese, con il coronavirus c'e' bisogno di piu' soldi per il sistema sanitario. Certi Paesi oggi rischiano un collasso economico, sanitario e sociale.  Tutto questo va ben oltre il prezzo della benzina alla pompa, e' un problema di dimensioni enormi".