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02/07/2018 18.00 - Utilitalia
RIFIUTI: UTILITALIA, FINALMENTE CHIAREZZA SU TIA 2. Ora ci auguriamo stabilità e certezza per aziende e comuni

“Finalmente c’è chiarezza su uno dei temi più controversi degli ultimi anni”. Così Utilitalia - la Federazione delle imprese di acqua ambiente e energia - a proposito dell’ordinanza n. 16332 del 2018 con cui la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito che la cosiddetta TIA 2 (applicata in virtù delle disposizioni dell’art. 238 del decreto legislativo 152 del 2006) ha natura corrispettiva e non tributaria e pertanto è correttamente assoggettata ad Iva.

Viene evidenziato - spiega Utilitalia - come dalla decisione dei giudici emerga che “la natura privatistica della Tia 2 è definita espressamente da una legge dello Stato (l’art. 14, comma 33 del decreto legge n. 78 del 2010)” e come, “nonostante l’obbligatorietà del pagamento, la tariffa è determinata in funzione delle qualità e delle quantità dei rifiuti prodotte da ciascuna utenza, dando una corretta applicazione del principio europeo “chi inquina paga””.

“Ci auguriamo, pertanto - osserva la Federazione - che la natura della Tia 2 e della cosiddetta Tariffa puntuale, istituita come corrispettiva dalla legge finanziaria del 2014, non siano più oggetto di discussione contribuendo così a dare stabilità e certezza normativa per le aziende di gestione ed i comuni”.

   “Rimane, invece, ancora aperto il tema sulla Tia 1 - rileva Utilitalia - per la quale, confermata in diversi gradi di giudizio la sua natura tributaria, sono tuttora aperti contenziosi da parte di cittadini nei confronti delle aziende di gestione che, nel rispetto degli indirizzi normativi e regolamentari, avevano a suo tempo provveduto ad applicate l’Iva e versarla nelle casse dell’Agenzia delle Entrate. Un intervento normativo in tal senso oltre a sanare le criticità (tra cui le spese legali e la non certezza del rimborso da parte dell’Agenzia) potrebbe evitare lo sviluppo di azioni che alcune imprese hanno avviato a loro tutela presso le competenti istituzioni europee”.