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09/11/2020 00.00 - Quotidiano Energia
“Avviare un tavolo acque reflue per rispettare scadenze Ue”
Il d.g. Anbi Gargano a Ecomondo: “Serve un confronto nonostante l’emergenza Covid”
L’Unione europea ha indicato nel 2024 la scadenza “per armonizzare le normative nazionali con il Regolamento comunitario sui requisiti minimi dell’acqua di riuso”. Una data non lontana, secondo il d.g. Anbi Massimo Gargano, per il quale “nonostante l’emergenza Covid va avviato un tavolo di confronto per rispettare la scadenza comunitaria nell’interesse di tutti”. Questo anche perché oggi “l’uso delle acque reflue è buona pratica solo in Emilia-Romagna”. Intervenendo a un webinar di Ecomondo Gargano ha spiegato che al tavolo dovrebbero sedersi, oltre ai consorzi di bonifica e irrigazione, rappresentanti di Mit, Mipaaf, organizzazioni professionali agricole, associazioni ambientaliste e dei consumatori. “La soglia comunitaria sarà un’importante occasione di verifica sulla gestione integrata della disponibilità idrica e l’uso delle acque reflue va interpretato come una risorsa aggiuntiva al fabbisogno dell’agricoltura, senza gravare di ulteriori costi il settore. L’acqua irrigua deve essere di qualità e va certificata l’efficacia degli attuali trattamenti depurativi verso nuove emergenze, come la presenza di microplastiche nell’acqua; il finissaggio, di cui si fanno carico i consorzi di bonifica e irrigazione attraverso la fitodepurazione, è infatti efficace solo per abbattere la presenza di nutrienti naturali quali azoto e fosforo. Serve quindi una gestione del processo depurativo che sia condivisa nonché controllata nell’interesse del territorio e delle sue comunità. Particolare attenzione – conclude Gargano - dovrà essere dedicata alla proposta che sosteniamo di agevolare il riuso con soluzioni naturali (Nbs - nature based solution) per ulteriori affinamenti soft della risorsa”. Secondo i dati Anbi, su oltre 3.300.000 ettari irrigati in Italia, le acque depurate sono utilizzate solo a servizio di circa 15.000 ettari, oltre la metà dei quali in Emilia-Romagna.