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11/10/2018 15.10 - Quotidiano Enti Locali e Pa
In cambio procedure più veloci

Il governo ha offerto ieri alle società partecipate dallo Stato un forte snellimento delle procedure autorizzative, le modifiche degli iter urbanistici e una riforma del codice degli appalti in cambio di un’accelerazione dei piani di investimento nei prossimi cinque anni. Per tutti i grandi gruppi alle lungaggini burocratiche va la responsabilità del rallentamento degli interventi. Se si vuole accelerare serve come precondizione proprio uno sforzo per eliminare gli ostacoli della burocrazia. E questo è quanto ha detto il premier Giuseppe Conte quando ha promesso che il governo porterà avanti le riforme messe in cantiere. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha ricordato ieri nel corso della cabina di regìa - secondo quanto riporta l’agenzia Radiocor - che il rilancio degli investimenti per accelerare la crescita «è un pilastro» della manovra con 15 miliardi di fondi aggiuntivi nel triennio e 30 miliardi dal 2022 al 2033. Il Mef ha iniziato a lavorare già da luglio alla preparazione dell’incontro di ieri a Palazzo Chigi, incontrando le imprese per capire come valorizzare al massimo i loro investimenti e stimolarne di ulteriori con l’obiettivo di determinare uno shock positivo dell'economia. Anche da Tria è stato ribadito l’impegno a intervenire sugli aspetti regolatori e autorizzativi, «in modo concreto e operativo, su un piano micro piuttosto che macro». Lo stesso impegno dal fronte del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Tra le riforme che ha in mente il Governo un posto di primo piano ha infatti la semplificazione del codice appalti che vede le Infrastrutture impegnate in prima linea con il lavoro della task force che dovrebbe portare a un testo da inserire nella legge di bilancio o in uno dei provvedimenti collegati. Gli altri provvedimenti richiamati ieri la riforma del codice civile fermo al 1942, un Fisco riformato e «amico delle imprese», un’agenzia indipendente per aiutare nella progettualità e favorire la spesa dei fondi disponibili. Secondo alcune stime che il Governo tiene presenti, semplificazione e sburocratizzazione potrebbero far lievitare il Pil di 0,4-0,6 punti percentuali.