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18/06/2020 00.00 - Utilitalia
Utilitalia: pronti a investire per la ripresa, ma servono semplificazione e revisione del sistema delle concessioni

“Noi siamo un grande Paese che tira fuori il meglio di se durante un’emergenza. Oggi è arrivato il momento di riflettere sulle nostre potenzialità: più che scaricarle sull’emergenza dovremo metterle in campo nell’ordinarietà del nostro lavoro”. Lo ha detto Alessandro Russo, Vice Presidente di Utilitalia e Presidente Confservizi Lombardia, nel corso del webinar “L’esperienza della ricostruzione del Ponte di Genova: un possibile modello a servizio del rilancio infrastrutturale del Paese?”. Organizzato oggi dal Coordinamento Confservizi Nord Ovest e da Utilitalia, il confronto ha contribuito al dibattito sullo sviluppo economico dell’Italia analizzando il modello della struttura commissariale deputata alla ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, discutendo della sua replicabilità in altri contesti.

Utilitalia, ha ricordato Russo, ha messo in campo progetti concreti che offrono la possibilità di investire fino a 50 miliardi di euro nei prossimi 5 anni, un importante contributo che le imprese pubbliche possono fornire alla ripresa del Paese: “Abbiamo stimato che 15/20 miliardi dei 50 possono essere messi sul piatto subito, se ci sarà un sistema di semplificazione normativa che ci permetta di fare investimenti. Questo perché oggi le nostre imprese passano la metà del loro tempo per le autorizzazioni e l’altra metà a realizzare il cantiere, e questo non è possibile”. Per Russo, peraltro, “non c’è una relazione tra corruzione e complessità delle norme, anzi più le norme sono complicate, più gli appalti sono difficili, più i cantieri sono bloccati e più il rischio corruttivo si insinua. La complessità non è quindi lo strumento utile per combattere la corruzione”.

Le imprese associate a Utilitalia “sono pronte ad investire se vengono messi nella condizione di poterlo fare. Ci sono due fronti: uno più immediato per cui semplificazione vuol dire 15 miliardi di euro di investimenti, procedure negoziate, autocertificazioni, minor vincoli; e uno più lungo che prevede il rivedere il sistema delle concessioni con la possibilità di allargare il perimetro delle competenze delle nostre aziende che, di fatto, ci permetta di mettere sul piatto 50 miliardi di investimenti. Investimenti che non chiederemmo alla finanza pubblica, tranne per una minima parte destinate ad alcune tematiche del sud. Non chiediamo soldi ma norme che ci permettano di investire, i soldi li ha già il nostro sistema delle imprese delle utility italiane: un sistema solido, forte che oggi rappresenta un nervo importante dell’economia del nostro Paese”.

La gestione della ricostruzione del Ponte Morandi è stata da più parti presa a riferimento come paradigma per il rilancio del Paese. In una fase di drammatica contrazione del prodotto interno lordo si guarda all’esperienza genovese con l’obiettivo di riprendere la strada dello sviluppo delineando strumenti attuativi in grado di velocizzare l’iter autorizzativo per l’apertura dei cantieri e la messa a terra degli investimenti pubblici e privati. Il webinar ha ospitato i contributi di alcuni dei protagonisti di questa esperienza come il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Sub commissario per la ricostruzione del Ponte Autostradale di Genova Ugo Ballerini e il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Genova Andrea Carioti. All’evento hanno partecipato anche Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato di IREN, Salvatore Margiotta, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Daniela Anselmi, Vice Presidente dell’Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti, che si sono confrontati sulle proposte per l’accelerazione degli investimenti e il rilancio del Paese.