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09/10/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Anbi: “Servono invasi multifunzionali, anche per l’energia”

Il d.g. Gargano al webinar IT Cold: “I cambiamenti climatici pregiudicano il modello di sviluppo italiano”. I dati dell’Osservatorio sulle risorse idriche.
“I cambiamenti climatici stanno pregiudicando l’attuale modello di sviluppo italiano. La sicurezza idrogeologica nasce nei territori montani, dove è necessario realizzare nuovi invasi per trattenere le piene e creare riserve idriche, utili a favorire la permanenza dei presidi umani, contrastando il progressivo abbandono di quelle aree. Devono essere bacini multifunzionali  contribuendo, in particolare nel campo delle energie rinnovabili, al raggiungimento degli obbiettivi indicati dall’Agenda 2030; potremmo immaginarli come batterie naturali a servizio del Paese”.
È quanto sostenuto ieri a un webinar di IT Cold (Comitato italiano grandi dighe) dal d.g. Anbi, Massimo Gargano. Tra i temi affrontati anche l’emergenza meteo al Nord, dove il Piano dell’associazione per l’efficientamento della rete idraulica indica la necessità di manutenzione straordinaria per nove invasi, “la cui capacità è limitata dalla presenza di 544.700 metri cubi di sedime sul fondo”, si legge in una nota. Si segnalano, inoltre, quattro bacini da completare per 3.962.000 mc totali e un investimento previsto di 16,4 milioni di euro, nonché tredici progetti definitivi e cantierabili per realizzare serbatoi artificiali da 58.323.000 mc complessivi, con un investimento di 477 mln € e un riflesso occupazionale stimato in 2.385 unità. Per l’occasione sono stati diffusi i nuovi dati settimanale dell’Osservatorio sulle risorse idriche dell’associazione: “Sta progressivamente tornando alla normalità la situazione idraulica nei territori nord occidentali, gravemente colpiti dalla violenza degli eventi meteo di inizio ottobre. Il Po, con livelli largamente superiori sia alla media storica sia al 2019, mostra il raddoppio delle portate in 48 ore man mano che si avvicina alla foce (a Borgoforte, nel mantovano, ha toccato i 5.102 mc al secondo contro una media storica pari a mc/sec 1.632)”. In Piemonte si segnala un “repentino calo” delle portate dei fiumi e in alcuni casi anche in la Liguria, mentre in Emilia-Romagna i torrenti, “dopo l’innalzamento dei livelli nei giorni scorsi, sono tornati sotto la media del periodo, a eccezione del Savio”.
Per quanto riguarda le riserve idriche nel resto d’Italia, “si spera nelle piogge autunno-vernine per recuperare i deficit sul 2019 registrati nei bacini di Marche (-8,6 ml/mc) , Puglia (-68.72 mln/mc) e Basilicata (-50,12 mln/mc).Confortante è invece la condizione delle riserve idriche nel Lazio, mentre sono in calo le portate dei fiumi Sele e Volturno in Campania. In Sardegna la stagione irrigua si è conclusa con gli invasi che trattengono acqua per il 64,59% della loro capacità: una performance migliore del 2019”.