News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
14/12/2018 13.00 - Utilitalia
ACQUA: UTILITALIA, CONDIVIDIAMO OBIETTIVI PDL RIFORMA MA RISORSA E’ GIA’ PUBBLICA VALOTTI, MANTENERE L’AUTHORITY DI REGOLAZIONE ALTRIMENTI STOP INVESTIMENTI E RICADUTE SU OCCUPAZIONE

“Utilitalia prende atto che nelle audizioni presso la commissione Ambiente alla Camera anche i sindacati confederali hanno espresso grandi preoccupazioni e sostanziali riserve sulla proposta di legge Daga. Come associazione che rappresenta l’80% del settore, ribadiamo il fatto di condividere gli obiettivi di fondo della pdl, ovvero l’importanza di assicurare a tutti i cittadini un’alta qualità del servizio idrico. Non possiamo tuttavia che ribadire alcuni punti fondamentali ovvero che l’acqua è già pubblica, le tariffe dell’acqua che pagano i cittadini e gli investimenti da realizzare nei diversi territori sono decisi da autorità pubbliche e non dal gestore, chiunque esso sia”. Così il presidente di Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua ambiente e enegia) Giovanni Valotti.

 

“Troviamo ingenerose e infondate – continua Valotti - le affermazioni secondo cui l’attuale sistema ha penalizzato i cittadini e i lavoratori; infatti, proprio grazie all’introduzione della regolazione indipendente di ARERA, l’Auhtority che la pdl vorrebbe eliminare, gli investimenti sono molto aumentati negli ultimi anni, iniziando a colmare un clamoroso gap accumulato nei decenni precedenti. Questo anche grazie a un sistema di imprese che è cresciuto molto, facendo emergere diverse imprese sul territorio (società 100% pubbliche, miste e quotate) che nulla hanno da invidiare alle migliori esperienze europee”. Secondo il presidente di Utilitalia “proprio queste imprese, che hanno programmato nei loro Piani industriali ingenti investimenti nei prossimi anni, inevitabilmente subirebbero uno stop in caso si procedesse nella direzione ipotizzata dalla proposta di legge, con rilevanti impatti sul Pil, sull’occupazione diretta e sull’indotto”.

 

“Siamo sicuri che i promotori della pdl e il Parlamento, avendo meglio approfondito le possibili implicazioni della proposta di riforma – rileva Valotti - sapranno meglio delineare le Linee guida di trasformazione del settore idrico che, per tutelare l’interesse di tutti i cittadini, richiedono una visione alta e di lungo respiro; una visione da affidare, nella sua attuazione, ad operatori industriali efficienti, specializzati e con la forza adeguata per realizzare le opere e gli investimenti necessari. Ci vuole attenzione – conclude Valotti – perché scelte sbagliate avrebbero un impatto drammatico sulla popolazione attuale e sulle future generazioni. Una volta tanto, si può dire che ‘giocare con l’acqua è pericoloso quanto giocare con il fuoco”.