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21/09/2020 00.00 - Quotidiano Energia
Agricoltura, resta il rischio di deficit idrico

Gli ultimi dati dell’Osservatorio Anbi: attenzione a Marche e alcune regioni del Sud
La fine dei mesi più caldi dell’anno non abbassa il livello di guardia in tema di siccità. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, infatti, “l’acclarata crisi pluviometrica lungo la costa adriatica riceve ulteriore conferma dall’analisi delle precipitazioni sui bacini di pianura, dalla foce del fiume Reno al confine tra Emilia-Romagna e Marche: nel 2020, fino al 15 settembre, sono caduti 502 mm di pioggia, inferiori anche al siccitoso 2017. Non va meglio nei bacini montani dell'area confinante, tra i fiumi Savio al Lamone, dove le precipitazioni risultano sotto la media e con 897 mm, segnano la terza  peggiore prestazione nel recente decennio”. Non solo. Per Anbi Nord e Sud sono in una congiuntura analoga: “In Campania, se i 32 cm  del fiume Volturno rappresentano il livello più basso del recente quadriennio, i 46 cm del Sele sono il top dal 2017”. Migliori, rispetto agli ultimi anni, i dati di Adige, Bacchiglione, Brenta, Piave e Livenza in Veneto, “confortanti” ma “a macchia di leopardo” le portate del fiume Po e dei corsi d’acqua piemontesi Stura di Lanzo, Dora Baltea e Sesia. Per l’Osservatorio, infine, “è tornata nella norma la condizione dei grandi laghi settentrionali (tutti oltre il 60% del riempimento), mentre è sempre più preoccupante il dato sugli invasi delle Marche che oggi trattengono circa 35 milioni di metri cubi d’acqua, assai vicini al limite dei 34,53 nel siccitoso 2017. Sarà così (salvo una stagione autunno-vernina caratterizzata da piogge diffuse) per i bacini della Basilicata (-52,95 mln/mc d’acqua oggi disponibili rispetto al 2019) e della Puglia (76,8 mln/mc in meno rispetto a 12 mesi fa), le cui riserve calano di 1 mln/mc a settimana”. Si mostra prudente Francesco Vincenzi, presidente Anbi: “Fortunatamente l’apice della stagione irrigua è passato ma il rischio, nelle Marche come in altre regioni soprattutto Meridionali, è di iniziare la prossima stagione agricola già in deficit idrico”.