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11/07/2019 14.00 - Radiocor
Energia: Corte Ue, legittima norma Italia per ridurre incentivi fotovoltaici
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Bruxelles, 11 lug - E' legittima una normativa nazionale come quella italiana che permette di ridurre o azzerare dei precedenti incentivi finanziari all'energia prodotta da impianti solari fotovoltaici. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue riferendosi al caso che ha coinvolto le societa' Agrenergy e Fusignano Due, operanti nel settore della costruzione, gestione e manutenzione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel corso del 2011 hanno realizzato degli impianti fotovoltaici a terra suscettibili di beneficiare degli incentivi previsti dal decreto del 5 maggio 2011 del ministero dello sviluppo economico. Le due societa', con ricorso al Tar Lazio, avevano lamentato che, dal primo semestre del 2012, tali incentivi erano stati negati dal Gestore dei servizi energetici a causa dell'azzeramento della disponibilita' economica. Il ministero dello sviluppo economico nel luglio 2012 aveva ridotto notevolmente le risorse finanziarie destinate agli inventivi, sicche' il Gestore dei servizi energetici aveva ammesso gli impianti in questione a nuovi incentiv inferiori a quelli precedenti. Le due societa' hanno chiesto quindi al Tar l'annullamento del decreto ministeriale del 2012 e, in virtu' del principio del legittimo affidamento, l'applicazione degli incentivi previsti dal precedente decreto del 2011, in quanto i loro impianti avevano titolo per accedervi. Il Tar pero' ha respinto i ricorsi, ricordando, tra l'altro, che, secondo la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, 'il regime di sostegno agli impianti fotovoltaici e' solo una delle possibili modalita' con cui gli Stati possono raggiungere gli obiettivi di produzione di energia rinnovabile previsti dalla Comunita' europea'. Su questo, il Consiglio di Stato, giudice di ultimo grado davanti al quale pendono attualmente le cause, ha chiesto alla Corte di giustizia se la direttiva, anche alla luce del generale principio di tutela del legittimo affidamento e dell'obiettivo generale di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili, consenta ad uno Stato membro di disporre la riduzione o, financo, l'azzeramento degli incentivi in precedenza stabiliti. Oggi la Corte afferma che, in linea di principio, 'il diritto dell'Unione non osta alla menzionata normativa italiana' e che 'la direttiva non obbliga gli Stati membri ad adottare dei regimi di aiuti finanziari per promuovere l'uso di energia prodotta a partire da fonti rinnovabili'. Inoltre, fatte salve le verifiche del giudice nazionale, la normativa italiana 'sembra ricollegare la possibilita' di ottenere gli incentivi a vari fattori, tra cui il mancato azzeramento dei fondi'. Di conseguenza, le imprese 'non potevano ragionevolmente ritenere di avere comunque diritto ad ottenere degli incentivi di una certa entita''. Ecco perche' i principi del legittimo affidamento e della sicurezza giuridica 'non paiono essere stati violati'. Aps (RADIOCOR) 11-07-19 11:03:15 (0195)ENE 5 NNNN