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13/03/2018 11.42 - PUBLIC POLICY
ACQUA, MINISTERO SALUTE: DA DIRETTIVA UE AUMENTO TARIFFA, MA PIÙ BENEFICI

(Public Policy) - Roma, 13 mar - "I costi e gli effetti previsti dall'applicazione della nuova direttiva saranno per la maggior parte a carico dei gestori idrici (nel nostro Paese ciò sarà in ultima analisi a carico dei consumatori attraverso la tariffa). è escluso il rischio di un costo proibitivo dell'acqua portabile e l'eventuale aumento previsto per i consumatori potrebbe essere compensato dal ridotto consumo di acqua imbottigliata, da un più elevato livello di sicurezza e qualità delle acque fornite tramite rete di distribuzione, da un livello di servizio idrico migliorato e da un sistema di informazioni più completo e aggiornato".

A scriverlo è il ministero della Salute in una relazione illustrativa, trasmessa alle Camere e agli altri ministeri competenti, sulla proposta di direttiva Ue riguardante la qualità delle acque destinate al consumo umano (la Com 753 del 2017), di cui Public Policy ha preso visione (vedi Public Policy "SALUTE...", delle 11,20).

"Dalla valutazione d'impatto emerge che i costi amministrativi per le autorità nazionali sono da considerarsi trascurabili o in riduzione - si legge nella relazione - Ad esempio, la semplificazione degli obblighi di comunicazione comporterà una riduzione dei costi operativi dell'ordine di 0,35 milioni di euro annui. In Italia, inoltre, una migliore ripartizione delle risorse può derivare dall'introduzione dell'approccio per la sicurezza dell'acqua, che permetterà di ottimizzare e meglio indirizzare, sulla base di valutazioni del rischio credibili, i programmi di controllo interni ed esterni, che ad oggi sono applicati in modo orizzontale in base ai volumi di acqua forniti, con monitoraggio di una serie di parametri fissi, indipendentemente dalla valutazione di eventi pericolosi o di pericoli specifici per una data filiera idro-potabile".

Per il ministero, in generale, i benefici derivanti dall'implementazione della direttiva "sembrano superare di gran lunga i costi". La relazione rileva come una diminuzione dei costi possa derivare da una rimodulazione dei controlli sulla base di un approccio maggiormente improntato al rischio. Un aumento dei costi - per il ministero - può invece derivare dal miglioramento e dalla trasperenza delle informazioni a carico delle amministrazioni e dal monitoraggio di diversi parametri.