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29/10/2019 15.00 - quotidiano energia
Telecalore, gli orientamenti finali Arera sulla qualità tecnica

Avvio del periodo regolatorio rinviato di 6 mesi al 1° luglio 2020 e maggiore focus sulla continuità del servizio rispetto alla sicurezza. Appaiono queste le principali novità contenute nel dco 424/2019 con cui l’Arera espone i propri orientamenti finali in tema di qualità tecnica del teleriscaldamento/teleraffrescamento.

L’Autorità ha infatti deciso di tenere conto di alcune osservazioni avanzate dagli operatori in occasione della prima consultazione avviata lo scorso anno in forza del dco 691/2018.

La proroga di 6 mesi fa seguito all’esigenza sottolineata dalle associazioni e da alcuni esercenti di tenere conto della contestuale introduzione della disciplina della trasparenza nonché delle tempistiche necessarie alla modifica delle procedure organizzative e dei sistemi informativi.

L’Arera è quindi orientata a ricomprendere il primo periodo di regolazione tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2023, prevedendo però già a partire dal 1° gennaio 2020 l’obbligo per ogni esercente di “mettere in atto ogni iniziativa utile per assicurare la continuità del servizio e il rafforzamento dell’attività di vigilanza da parte dell’Autorità”. Al fine di assicurare un tempo adeguato alla modifica dei sistemi informativi il dco propone inoltre di far decorre dal 1° gennaio 2021 gli obblighi di registrazione dei dati inerenti alla qualità tecnica, fermo restando l’applicazione degli obblighi di servizio fin dal 1° luglio 2020.

Il provvedimento finale sarà adottato entro dicembre 2019, in modo da garantire un periodo di sei mesi prima dell’entrata in vigore della relativa disciplina.

Venendo invece ai contenuti della regolazione, l’Autorità si è convinta della necessità di “ritarare” il peso della continuità (anche a seguito di “reclami multipli già pervenuti in tema di interruzione del servizio”) rispetto alla sicurezza, nel primo dco valutata sulla base di quanto fatto nel settore gas. Quest’ultimo, hanno sottolineato gli operatori, presenta però profili di rischiosità maggiori rispetto al telecalore.

L’Arera ha invece accolto solo parzialmente i rilievi dei soggetti consultati in merito alla valutazione delle performance energetico-ambientali, che secondo gli operatori non dovrebbero proprio rientrare nella regolazione, in quanto nella normativa primaria è già presente una definizione di teleriscaldamento efficiente. Tesi non condivisa dall’Arera, che risponde anche ai timori sui possibili impatti sull’equilibrio economico-finanziario degli impianti esistenti, ricordando che l’intervento regolatorio “non comporta necessariamente l’adozione di incentivi e penali di carattere economico”.

Ad ogni modo, l’Autorità è orientata a rinviare la regolazione delle performance energetico-ambientali al secondo periodo (2023-2025), “stante anche la complessità della materia”. Come già evidenziato nel primo documento di consultazione, infatti, la valutazione di tali performance  “richiede la predisposizione di sofisticate metodologie di analisi, sia per assicurare una corretta attribuzione delle esternalità ambientali (specialmente nel caso in cui l’energia termica sia prodotta tramite impianti di cogenerazione), che per quantificare l’impatto di fattori esogeni sull’efficienza della rete di distribuzione (si consideri, in particolare, la densità termica della rete)”.

Nel primo periodo di regolazione l’Arera intende pertanto introdurre esclusivamente degli obblighi informativi in capo agli esercenti, “al fine di predisporre una base dati adeguata a consentire lo sviluppo delle metodologie per la valutazione delle performance degli operatori, da applicare nel secondo periodo regolatorio, previa consultazione con gli stakeholder”.

Il termine per le osservazioni al dco è il 22 novembre 2019.