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17/03/2020 19.03 - Quotidiano Enti Locali e Pa
La Sicilia si chiude: bloccati treni, aerei e navi

Milano - Dopo la Sardegna si blinda anche la Sicilia. Il costante aumento dei contagi da coronavirus e gli ultimi pericolosi esodi dal nord verso il sud hanno costretto le autorità siciliane a isolare totalmente l’isola dal resto del Paese. A darne notizia è il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, su richiesta del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. Da ieri sono ufficialmente sospesi quasi tutti i collegamenti aerei nazionali e internazionali (eccetto due voli al giorno tra Roma e Palermo/Catania), tutti i servizi automobilistici interregionali e anche i servizi marittimi per il trasporto di passeggeri. Sarà garantito solo il trasporto merci. Stando alle parole di Musumeci, saranno consentiti gli spostamenti da Villa San Giovanni e Reggio Calabria a Messina (e viceversa) solo per comprovate esigenze di lavoro e salute (che successivamente saranno verificate dalle forze dell’ordine). Con Roma sarà consentito un solo treno Intercity al giorno. Il governatore ha chiesto anche al ministro della Salute, Roberto Speranza, i necessari controlli sanitari alla partenza sia per i passeggeri sia per i conducenti di mezzi di trasporto merci. Il danno, tuttavia, è già stato commesso nei giorni scorsi durante i precedenti esodi che preoccupano non poco Musumeci: «Siamo preoccupati - dice il governatore - dalle oltre 30mila persone giunte in Sicilia e autoregistratesi negli ultimi dieci giorni. Ma quante altre migliaia sono entrate sull’isola senza avvertire la stessa responsabilità e la stessa prudenza? È chiaro che, insieme al nostro personale sanitario e ai volontari, agli arrivi nei porti, negli aeroporti e nello Stretto di Messina serve avere anche uomini in divisa». Gioia Tauro non si ferma L’Autorità portuale di Gioia Tauro ha adottato le “Linee guida” per il contenimento dell’emergenza Covid-19. L’obiettivo è quello di garantire la continuità operativa dei porti, che ricadono nella propria circoscrizione (Gioia Tauro, Corigliano Calabro e Crotone), e di ridurre, attraverso azioni precauzionali, i rischi di contagio tra i lavoratori. Nel contempo, l’ente, guidato dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, sta mettendo in atto ogni possibile azione per reperire, nel modo più tempestivo, l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, da consegnare alle imprese portuali e, così, ai relativi lavoratori. «Con le Linee guida, abbiamo sintetizzato le misure, talvolta stringenti, adottando le quali le attività portuali, necessarie ad assicurare la indispensabile catena logistica di rifornimento, potranno proseguire nei porti di Gioia Tauro, Crotone e Corigliano. – spiega il commissario straordinario Andrea Agostinelli –. Abbiamo chiesto ai terminalisti, e agli operatori portuali in genere, pesanti sacrifici in termini di produttività, ma tale rallentamento è necessario se vogliamo coniugare la prosecuzione delle attività di rifornimento delle merci al Paese, con la prioritaria esigenza di tutela della salute delle maestranze portuali». Intanto il presidente di Confetra, Guido Nicolini, commenta i primi riscontri annunciati dal premier Conte e dal ministro Gualtieri su Dl Cura Italia: «Ovviamente - dice Nicolini - aspettiamo di leggere i testi consolidati, ma il ministro Gualtieri è stato chiaro: la filiera logistica e del trasporto merci rientra tra i settori più immediatamente colpiti dall’emergenza. Quindi beneficerà delle misure compensative, fiscali e amministrative, e degli strumenti agevolativi previsti dal decreto. Decisiva era anche l’estensione ai nostri settori della cassa integrazione: vogliamo superare questa drammatica crisi senza licenziare un solo dipendente».