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13/01/2020 15.00 - quotidiano energia
Rifiuti, CdS accoglie tesi Comuni su ecotassa Puglia

Salvo ricorso in Cassazione, la vicenda giudiziaria dell’ecotassa imposta dalla Regione Puglia ai Comuni del leccese sembra risolversi definitivamente a favore di questi ultimi.

Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso della Regione contro la sentenza del Tar Lecce dello scorso giugno, confermando il principio di base.

“L’art. 3, comma 40, della legge n. 549 del 1995 – affermano i giudici di appello - va infatti, allo stato, interpretato nel senso che per il riconoscimento della riduzione al 20% del tributo speciale da applicare sulla porzione di rifiuto, anche proveniente da raccolta indifferenziata, smaltito in discarica, è necessario e sufficiente che sia conferito presso impianti di selezione automatica i quali effettuino trattamenti preordinati allo smaltimento, ma che consentano, come conseguenza secondaria, il recupero di sostanze o di energia, riducendo la frazione destinata alla discarica”. E ciò “senza che sia necessario che ne assicurino elevate percentuali”.
Con un provvedimento del 2013 la Regione aveva invece imposto ai Comuni (51 quelli ricorrenti, più 21 intervenuti ad adiuvandum) il valore massimo dell’ecotassa, pari a 25,82 €/tonnellata.
Il CdS ha anche accolto il ricorso del Comune di Lecce, limitatamente a tale motivo, contro una sentenza del Tar del 2014.

Da ricordare infine che sulla vicenda si era pronunciata nel 2017 anche la Corte costituzionale.