News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
24/01/2019 16.01 - Quotidiano Enti Locali e Pa
Rifiuti speciali, Veneto verso la paralisi

Il sistema della gestione dei rifiuti industriali in Veneto rischia la paralisi. Secondo una indagine che Confindustria Veneto ha affidato a Fondazione Nord-Est – su un campione di oltre 500 imprese – è emerso che quasi il 60% delle aziende intervistate ha registrato nel 2018 difficoltà per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti industriali prodotti. Di queste, il 26% segnala tempi medi di attesa dello smaltitore compresi tra 31 e 90 giorni e il 10% dichiara di attendere addirittura oltre i 90 giorni. Non solo: l’80% delle aziende intervistate dichiara di aver registrato un aumento dei costi nel 2018; il 26% di queste denuncia un aumento medio superiore al 25%. Particolari situazioni di difficoltà sono segnalate da intere filiere produttive strategiche tra cui la meccanica/metallurgia, il vetro/ceramica, il legno/arredo. «La situazione ha varie concause - dichiara Massimo Finco, presidente di Assindustria Venetocentro -. La prima è che, a causa del prevalere della politica del “no”, gli impianti presenti nel Veneto e destinati alla gestione, smaltimento e recupero dei rifiuti prodotti dalle aziende sono insufficienti. Fino a poco tempo fa, a questa carenza si è posto rimedio ricorrendo in larga parte al conferimento dei rifiuti in altre regioni o all’estero. Adesso, purtroppo, gli impianti nazionali sono insufficienti e le soluzioni estere sono diventate sempre più difficili, anche a seguito delle scelte dei Paesi che hanno limitato i conferimenti. Il risultato è che le imprese devono trattenere i rifiuti in azienda e gli impianti sono ricolmi, con il rischio di finire nell’illegalità se si superano le soglie previste per il “deposito temporaneo”». Per Antonella Candiotto, vicepresidente Assindustria Venetocentro con delega all’Ambiente, «in attesa di un piano strategico sulla dotazione di impianti e di un ripensamento del Piano regionale sui rifiuti che, è evidentemente da rivedere, ci sono alcune scelte che si possono attuare nell’immediato per dare risposte alle aziende e al territorio». E la Regione risponde: «Siamo consapevoli della situazione e stiamo cercando di fare tutto il possibile per trovare una soluzione al problema, che è di carattere nazionale», fa sapere l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin.«È uno dei temi nella trattativa con il governo per forme di maggiore autonomia alle Regioni che, come il Veneto, l’hanno richiesta - dice -. Se ci fosse riconosciuta, potremmo dire di no al conferimento di rifiuti speciali provenienti da fuori regione».Confindustria ieri ha ribadito l’importanza di creare un ciclo virtuoso e integrato dei rifiuti, all’interno del quale sono necessari anche i termovalorizzatori alimentati da quei rifiuti che non si possono recuperare e rischiano di non trovaer più spazio in discarica.